Troppa tv fa male alle ossa del bambino

Lo sai mamma che Troppa tv fa male alle ossa del bambino?

Guardare la tv per troppe ore a settimana mette a rischio la salute delle ossa che saranno più fragili da grandi.

Secondo un nuovo studio australiano guidato dall’Università di Perth i bambini che guardano troppa televisione, da grandi avranno ossa più fragili.

L’abitudine a trascorrere molte ore davanti a uno schermo da piccoli porta ad avere un livello di massa ossea inferiore alla media negli anni più critici e importanti; quelli successivi all’adolescenza. Con un fattore di rischio per il successivo sviluppo di osteoporosi e fratture agli arti, spiegano gli scienziati.

Lo studio ha analizzato la quantità di ore trascorse di fronte alla tv in un campione di 1181 partecipanti di 5;8;10; 14; 17 e 20 anni di età.Troppa tv fa male alle ossa del bambino

Considerando fattori come altezza; massa corporea; livelli di vitamina D; abitudinbi come alcol e fumo. E’ emerso che coloro che avevano costantemente guardato la tv per più di 14 ore a settimana durante l’infanzia e l’adolescenza avevano anche un livello inferiore di minerali nelle ossa; rispetto a quelli che trascorrevano meno tempo di fronte allo schermo.

Più vulnerabili sono ancora una volta i bambini che passano molto davanti allo schermo.

Sempre più ricerche scientifiche puntano il dito contro uno stile di vita sedentario, dal momento che il raggiungimento della massa ossea ottimale è protettivo contro l’insorgenza dell’osteoporosi più avanti nella vita.

Ridurre i livelli di sedentarietà nei bambini può avere effetti benefici a lungo termine per le ossa.

Troppa tv fa male alle ossa del bambino

Tacro

Tu conosci il  Tacro?

L’ibrido tra croissant e taco.

L’ultima novità in materia di foodtrend? E’ il tacro, un ibrido salato insomma, a metà tra il taco messicano e il croissant francese.

Arriva direttamente da San Francisco, dal forno-pasticceria Vive la Tarte. A prima vista sembra un taco, piegato in due e strabordante di ripieno; farcita con carne, verdure e salsa. Al primo assaggio, invece, rivela la sua sostanziale natura, ovvero la friabilità tipica di un croissant.

Un tempo fu il boom del Cronut (croissant e donut); questa volta invece, il cornetto, preparato secondo la tradizione, è tagliato a metà e condito come un taco messicano. Al momento sono previsti in tre varianti: pollo e avocado, pulled pork e ananas e per i vegetariani jackfruit alla griglia. Il tutto sempre accompagnato da insalata, fettine di lime, germogli e ravanelli. E presto arriveranno altri gusti: uova e pancetta e anche un tacro per la colazione.

Ciò che è certo… è inaspettatamente diventato un cibo icona su Instagram. Grazie al suo aspetto altamente instagrammabile ed i suoi colori così invitanti. I Tacro nascono “per rompere le regole dello street food da passeggio e della pausa pranzo, cominciando dal quartiere dell’Embarcadero, meta di turisti e professionisti, entrambi sempre attenti alle novità”.

In Italia il tacro non è ancora arrivato ma non sarebbe una grande novità, se non per il gusto etnico del ripieno. La nostra tradizione gastronomica è ricca di sfoglie salate, anche mono porzione, e il trapizzino romano, una via di mezzo tra tramezzino e pizza, inventato da un italiano a New York, ha alla base un concetto fusion un po’ simile, anche se l’impasto è differente. In più, i cornetti salati, proprio quelli burrosi e sfogliosi, ripieni di salumi e formaggi, in Italia esistono da un sacco di tempo.

Se non avete ancora in programma una gita a San Francisco, potete farvi venire l’acquolina in bocca digitando su Instagram l’hashtag #tacro. Nel frattempo, vi diamo una piccola anticipazione!

Camicie & Camicie

Camicie & Camicie: i dettagli fanno la differenza.

“Perchè le camicie non sono tutte uguali…”

La camicia è camicia… dicono, ma non è proprio così! Ci sono infatti alcuni dettagli che le rendono diverse l’una dall’altra; dettagli che le rendono appropriate per un contesto piuttosto che un altro. Le loro variazioni danno infatti vita a camicie differenti per aspetto e occasione d’uso.

Ecco allora i dettagli a cui porre attenzione prima di indossarle.

Camicie & Camicie: i dettagli fanno la differenza

Partiamo dai tessuti con cui vengono realizzate.
La stoffa utilizzata per realizzare una camicia è fondamentale per la connotazione di questo capo. I tessuti in cotone sono resistenti e traspiranti, perfetti per ogni stagione e per essere indossati tutto il giorno.
Le camicie realizzate con la tecnica del doppio ritorto sono le più pregiate, tale lavorazione rende infatti il cotone più morbido e resistente.
ll denim è conosciuto in tutto il mondo per essere il tessuto di base degli indumenti in jeans, primo fra tutti il noto blue-jeans. Con questo tessuto vengono però realizzati non solo pantaloni, ma anche camicie dal tipico colore indaco, caratterizzate da robustezza e da un discreto isolamento termico. Può essere indossata per spezzare un look basic portandola aperta sopra una T-shirt bianca con i pantaloni neri, oppure per dare un twist casual a un blazer di lino.
Il lino è un tessuto bello e fresco per l’estate. La camicia di lino è fresca e pratica, ma anche classica e casual.
Mentre per le occasioni importanti non si può rinunciare alla pregevolezza della seta o dei tessuti misto seta; che certamente renderanno la camicia ancora più fine e ricercata.

Poi occorre osservare bene il colletto. Si tratta senza dubbio di uno dei dettagli più evidenti e caratterizzanti di una camicia. Esistono varianti di colletto più e meno formali, suddivise tra: collo italiano, collo francese, collo diplomatico, collo alla coreana e collo button down. Ciò che maggiormente differenzia i colletti fra loro è l’ampiezza: la distanza cioè tra le punte frontali del collo e conseguentemente l’area delle due vele che ne determina lo stile.

Il collo italiano è glamour e versatile, adatto a occasioni più o meno casual. Se la ricorrenza è formale, particolarmente indicato è il collo francese, dato che le punte aperte mettono in evidenza la cravatta, consentendo nodi più importanti.
Il collo più elegante in assoluto resta però quello diplomatico, perfetto per le cerimonie. Per quel che riguarda il collo nei modelli di camicia coreana, invece, va detto che ha un appeal molto moderno, sempre più apprezzato tanto in versione casual che in abbinamento a completi eleganti. Infine, veniamo al collo button down è il più casual, anche se spesso viene indossato sbottonato con la cravatta.

Dopo il tessuto e il collo, ciò a cui devi prestare attenzione è il polsino. Quello di una camicia di classe non è mai diritto, ma è sempre arrotondato oppure sagomato cioè con le punte mozzate. Lo spacco che segue il polsino termina in alto con una una piccola cucitura a punta detta “mosca” e presenta sempre un bottone a metà spacco. Il polso doppio e ripiegato, con le asole per mettere i gemelli rappresenta invece il massimo dell’eleganza e della raffinatezza.

Vestibilità. Parliamo del classic fit, che identifica una vestibilità comoda, tipica dei modelli regular. Queste camicie sono morbide, sia a livello di busto che di giromanica, non presentano cuciture o pences sulla schiena, e risultano perfette per uomini dalla corporatura robusta.
Le camicie slim fit rappresentano i modelli più aderenti e anche più casual, mostrano giromanica stretto e pences sulla schiena, esaltando così i fisici scultorei e asciutti.
Le cosiddette camicie custom fit, invece, sono una via di mezzo tra i modelli precedenti, sia per vestibilità che per eleganza.

Un altro dettaglio che rende una camicia speciale è il triangolo sui fianchi. Tutte le camicie di qualità presentano al fondo sui fianchi un triangolo di stoffa per rendere più confortevole la vestibilità, cioè i movimenti del corpo.

Infine, prestate attenzione al modo in cui i fili della trama e dell’ordito sono intrecciati, rispettivamente in orizzontale e verticale; questo dà vita all’armatura, una delle caratteristiche distintive di ogni tessuto.
Il Popeline è un classico tessuto della moda maschile che si distingue per un sottile effetto rigato, dovuto all’armatura a tela con un numero doppio di fili in ordito rispetto alla trama.
Lo Zephyr è un tessuto leggero e traspirante: la sua costruzione è quadrata, in quanto i fili di trama e ordito sono intrecciati in numero quasi pari.
Il piquet è un altro classico della moda uomo: un tessuto pregiato, caratterizzato da un leggero rilievo che si ottiene da una tessitura in cui i fili dell’ordito, grazie ad una maggiore tensione, fanno abbassare quelli della trama.

A ben vedere, esistono talmente tante varianti di questo capo da renderlo un classico senza tempo, ideale per qualsiasi occasione e adatto a ogni gusto.

Dieta mediterranea – per la linea e la memoria

Dieta mediterranea  un toccasana per la linea e la memoria.

Una ricerca Australiana ne loda le proprietà sul cervello.

Che la dieta mediterranea composta principalmente di frutta e verdura, cereali integrali e legumi, potesse essere una componente essenziale per mantenere sano il corpo era già noto; ma che fosse determinanate per aiutare anche il cervello , ancora non era stato spiegato.

A dimostrare i meccanismi che legano la dieta mediterranea non solo per i benefici sulla linea e che ne lodano le proprietà sul cervello, è uno studio condotto dai ricercatori della Swinburne University of Technology di Melbourne, in Australia.

Secondo la ricerca in questione, uno stile alimentare di tipo mediterraneo sarebbe in grado di agire sulla memoria a lungo termine; le funzioni esecutive; e le costruzioni visive.

Dieta mediterranea  un toccasana per la linea e la memoriaCome mai vi è un maggiore legame tra la dieta mediterranea e il rallentamento del declino cognitivo? Perchè la dieta mediterranea offre l’opportunità di cambiare alcuni dei fattori di rischio che contribuiscono allo sviluppo delle malattie neurodegenerative.

Ridurre l’infiammazione, per esempio, aumentare i micronutrienti; migliorare l’apporto di vitamine e minerali; cambiare il profilo dei grassi attraverso il consumo di olio d’oliva come fonte principale di grassi alimentari. Mantenere un peso regolare e potenzialmente ridurre un problema di obesità; migliorare il livello di polifenoli nel sanguie e l’energia metabolica delle cellule, cambiando anche il macrobiota intestinale, anche se quest’ultimo fattore non è stato ancora eseminato nel dettaglio.

Secondo il dottor Hardman, inoltre, il risultato più sorprendente della ricerca riguarda gli effetti sul peso che possono essere riscontrati a livello globale; in diversi Paesi e culture.

“Consigliamo a tutte le eprsone del mondo di cercare di seguire con rigore questa alimentazione, o di cambiare dieta se ancora non lo hanno fatto. E questo vale anche per gli individui di un’età avanzata”, ha continuato l’esperto.

Oltre all’olio extravergine d’oliva, la dieta mediterranea si basa sull’abbondante consumo di frutta e verdura fresca; semi; noci e frutta secca; con una quantità ridotta al minimo di carne, soprattutto quelle rosse.

I risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Frontiers in Nutrition.

Dunque, via libera a cereali, frutta, verdura, frutta secca, olio d’oliva, pesce e pollami. Ed andiamoci piano con carni rosse e concedersi moderatamente, qualche bicchiere di vino rosso. Il tutto condito con un minimo di attività fisica..

Dietro questa semplice ricetta di uno stile sano di vita ci sarebbe il segreto per la linea e la memoria.

La dieta mediterranea è ben nota per essere una dieta sana, ed è associata alla longevità, al benessere, ad una minore incidenza di cancro e malatie cardiovascolari.
E questo è molto importante, perchè la gente può scegliere di seguire questo tipo di dieta per prevenire o ripristinare la propria salute.

Dieta mediterranea – per la linea e la memoria

Infezioni e palestra

Infezioni e palestra: quali rischi.

Negli ambienti sportivi i rischi sono bassi e dipendono molto sia dall’igiene individuale, sia dalla pulizia nelle palestre e negli spogliatoi.

Infezioni e palestra: quali rischi.

Quando negli ambienti si superano i 32 gradi, la temperatura può favorire la presenza di microrganismi, soprattutto batteri, strafilococchi in particolare, la cui temperatura ideale per la crescita è 37 gradi.

Essi però tendono con il tempo a scomparire, ed è un fatto molto positivo.
Esistono dei detergenti specifici per l’abbattimento e la riduzione dei microrganismi, specie per lo strafilococco. Essi agiscono dalle 4 alle 24 ore, e possono eliminare completamente la carica batterica.

In alternativa ci sono i raggi ultrevioletti.

Un ulteriore accortezza che si deve seguire è far areare bene gli ambienti durante la notte per togliere i contaminanti.Infezioni e palestra: quali rischi.

I microrganismi che si possono riscontrare negli ambienti sportivi sono alcuni tipi di funghi, batteri e virus. I funghi più comuni sono i dermatofiti; che si attaccano alle piante dei piedi. O altri, che riguardano soprattutto le unghie.

I batteri sono soprattutto gli strafilococchi che si diffondono con il contatto fisico e che possono causare infezioni cutanee come foruncoli; molto raramente ascessi anche ricorrenti.

Per contatto, possono essere contagiosi anche virus come, ad esempio, gli herpes simplex, le verruche e il mollusco contagioso.

Tutte queste infezioni vengono favorite se ci sono abrasioni o tagli cutanei.

Invece, le infezioni trasmesse con il sangue presuppongono uno scambio di quantità rilevanti tra persona e persona; come avviene tra i tossicodeipendenti. Ma non è certo il caso degli ambienti sportivi dove, come sopra detto, al massimo si possono avere piccole abrasioni cutanee.

Lo stesso concetto vale per la saliva che implica uno scambio tra persona e persona e comunque molto raramente può trasmettere infezioni se non in caso di sanguinamenti gengivali molto abbondanti.

Per chi frequenta gli ambienti sportivi è buona prassi togliere sempre i granelli di sporco dalle scarpe e pulirle bene.
I vestiti vanno scossi con forza per rimuovere eventuali polveri e lavati ad alta temperatura.

Chi fa sport deve sempre fare una doccia al termine dell’esercizio fisico; e lavarsi accuratamente le mani prima e dopo l’attività.

In generale, comunque, è bene ricordare che negli ambienti sportivi non si hanno rischi particolari di trasmettere infezioni.

Come sempre, conta molto il buon senso e l’osservanza delle più comuni norme di igiene.

Zenzero peccato non “mangiarlo”

Zenzero peccato non "mangiarlo". Benefici e indicazioni.

Favorisce la digestione, tiene sotto controllo la nausea, in questa stagione aiuta a contrastare tosse e mal di gola.
E' lo zenzero, spezia orientale sempre più diffusa anche qui da noi, dalle molteplici virtù.

Utilizzato fresco sotto forma di tisane o infusi; grattuggiato o in polvere; ha un sapore inconfondibile, fresco e pungente, perfetto per dare un tocco in più a zuppe, pesce o carne, ma anche torte e biscotti.

Zenzero peccato non "mangiarlo"

Proprietà benefiche

Contiene antiossidanti, vitamine, minerali e composti fitochimici, cioè sostanze che favorirebbero nell'organismo un'azione antiossidante; antinfiammatoria e antibatterica.

La virtù nota da più tempo, però, è la sua capacità di ridurre la chinetosi, ovvero il cosiddetto "mal di mare"; furono proprio dei marinai cinesi a sfruttare questa proprietà!

Uno degli effetti più studiati, invece, è quello in relazione a nausea e vomito dovuti alla gravidanza. E' dimostrato che i gingeroli, principi attivi della spezia, ne attenuino gli effetti. La dose consigliata è di 500 mg per 2 volte al giorno.

Inoltre, lo zenzero, stimolando la secrezione degli acidi biliari da parte del fegato e la produzione di alcuni enzimi gastrici e pancreatici, aiuta e rende più veloce la digestione.

Allo stesso modo favorisce anche la motilità intestinale, facilitando l'evacuazione e l'eliminazione di gas.

Attenzione però: se in quantità eccessive, queste azioni sul tratto gastrointestinale possono però causare diarrea, gastrite e calcoli biliari.

Infine, rappresenta un alleato prezioso soprattutto in questa stagione: studi preliminari emerge che l'assunzione di zenzero potrebbe essere considerato un rimedio contro i sintomi influenzali, come tosse e mal di gola.

Dimagrimento

L'associazione tra zenzero e dimagrimento deriva dal fatto che durante il suo consumo il nostro corpo impiega più energia per metabolizzarlo, così da far spendere qualche caloria extra al nostro organismo.

L'effetto però è assolutamente temporaneo. E' evidente che da solo lo zenzero non ha uno specifico potere dimagrante.

UtilizzoZenzero peccato non "mangiarlo"

Si può consumare sia fresco sia essiccato o centrifugato. Altre forme sono tisane e decotti.

Lo zenzero, poi, in polvere o scaglie si adatta a molte preparazioni culinarie, dai primi piatti ai dolci.

Mo0lte sono le ricette che abbinano lo zenzero al pesce e crostacei di ogni tipo; oltre che con secondi a basa di carne (spiedini di pollo allo zenzero).

In polvere si utilizza nella preparazione di dolci e biscotti, come i tipici biscotti pan di zenzero o gingerbread cookies.

Zenzero peccato non "mangiarlo". Benefici e indicazioni.

La prima febbre non si scorda mai

La prima febbre non si scorda mai. Lascia una impronta indelebile sul sistema immunitario.

Lo rivela uno studio.

Uno studio su 18 ceppi diversi del virus dell’influenza condotto presso la University of Arizona a Tucson e la University of California, Los Angeles; e pubblicato sulla rivista Science ha spiegato che “la prima febbre non si scorda mai”.La prima febbre non si scorda mai.

Secondo l’analisi fatta dal team di ricercatori, la prima febbre lascia un’ impronta indelebile sul sistema immunitario che determina la nostra capacità di reagire a altre influenze per tutta la vita.

Per gli esperti i virus dell’influenza sono tutti diversi tra loro ma hanno una cosa in comune, la proteina emoagglutinina (HA); una molecola molto conservata esposta sulla capsula che racchiude il virus che somiglia a un “lecca-lecca”.

Questa molecola ha una funzione importantenella formazione delle difese immunitarie contro l’influenza; perchè è su di essa che prendono forma gli anticorpi prodotti dall’organismo.ùùGli scienziati hanno visto che nei diversi ceppi dell’influenza esaminati ricorrono sempre le stesse due forme di HA, HA blu e HA arancione.

Osservando campioni di soggetti di diversa età gli esperti hanno notato che tutti coloro che sono nati prima del 1968 hanno difese immunitarie contro i ceppi influenzali contrassegnati da HA blu; in quanto da piccoli sono subito venuti a contatto con i virus che presentavano questa molecola (gruppi virali H1 o H2 e H5 aviaria).

Invece i nati dopo quella data sono immunizzati contro i virus che espongono HA color arancio perchè da piccoli hanno incontrato per primi ceppi influenzali contraddistinti da questa molecola (gruppi virali H3 e H7 aviaria).

Lo stesso schema è dunque in grado di spiegare perchè certe influenze sono più aggressive con gli anziani e altre con i giovani. E potrebbe quindi spiegare perchè certe pandemie, come la spagnola, hanno colpito maggiormente i giovani.

Micro ortaggi

Micro ortaggi: ecco cosa sono.

Fra le tendenze più recenti in campo alimentare ce n’è una che vede protagoniste vere e proprie verdure in miniatura, i micro ortaggi.

In realtà sono diffuse negli Stati Uniti da ormai più di 20 anni. Si tratta di alimenti a metà strada tra un germoglio e un ortaggio tradizionale.

Oggi vengono proposti anche da aziende italiane che ne sottolineano il gusto intenso (analogo a quello degli ortaggi tradizionali), l’odore evocativo e le proprietà nutrizionali. Proprio grazie ai loro sapori intensi e colori vivaci possono essere proposti come un nuovo ingrediente in grado di arricchire e guarnire bevande, insalate, antipasti, primi e secondi piatti.

Micro ortaggiPiante piccolissime, quindi tagliate da 7 a 21 giorni dopo la germinazione e ad un’altezza massima di appena 9 centimetri. Sono più facili da usare e la concentrazione di nutrienti è doppia rispetto alla stessa quantità di ortaggi tradizionali.
Il valore nutrizionale dei micro ortaggi sta nella straordinaria concentrazione di vitamine e antiossidanti. Soprattutto vitamine E, K e C, e poi calcio, ferro e un’ampia gamma di oligoelementi. Grazie a ciò, “l’uso dei microgreens offre un doppio vantaggio: oltre infatti a quello estetico, essi rappresentano anche un integratore naturale valido di sostanze necessarie per il nostro benessere”.

Non sono ancora molto diffusi e dunque trovarli in commercio risulta abbastanza complesso; tuttavia è possibile coltivarli in casa per averli subito a disposizione. Cavoli, barbabietole, piselli, spinaci, sedano, lattuga e radicchio… Sono solo alcune delle varietà che si possono coltivare. Ma non mancano tutte le erbe aromatiche che, inoltre, abbelliscono le pietanze.

Ora non vi resta che procurarvi queste speciali piantine e sbizzarrirvi in cucina, aggiungendole a tramezzini, zuppe, risotti, uova o qualsiasi altra ricetta vi venga in mente.

Jumping Jack

Jumping Jack: semplici e comodi da eseguire ovunque!

Jumping Jack: semplici e comodi da eseguire ovunque!

Un esercizio che è tornato prepotentemente in voga negli ultimi tempi; tutti lo abbiamo eseguito più o meno bene almeno una volta nella vita… stiamo parlando del Jumping Jack.

Sono esercizi di “cardio jumping” semplicissimi da eseguire. Si tratta di salti in cui si aprono e si chiudono le gambe e le braccia in contemporanea, e possono essere utilizzati sia come riscaldamento per prepararsi all’allenamento per aiutare a portare il sangue in tutto il corpo ed essere pronti ad allenarsi; o possono essere parte di un allenamento vero e proprio come quello a intervalli, il bootcamp o uno in stile HIIT.

E’ certo che permettono di bruciare sino a 8 calorie al minuto! A seconda della durata e dell’intensità con cui l’esercizio viene ripetuto varia lo sforzo e dunque le calorie bruciate.

I benefici dell’esecuzione del jumping jack sono molteplici. Vengono coinvolti infatti gran parte dei muscoli degli arti inferiori come i quadricipiti; deltoidi; polpacci; femorali; glutei; dorsali e addominali.
Per cui aiutano nel miglioramento delle capacità cardiovascolari, miglioramento della coordinazione; nel ridurre l’obesità; ridurre il rischio di osteoporosi; aumentare la resistenza e chiaramente i muscoli interessati.
Possono aiutare a raggiungere il peso forma e a mantenerlo nel tempo.
Infine, rientra negli esercizi aerobici.Come tale aiuta a ridurre il rischio di numerose condizioni di salute come l’ ipertensione, il diabete di tipo 2, la sindrome metabolica, l’ictus e persino alcune forme di cancro.

Prima di iniziare ricordate di riscaldarvi prima di qualsiasi esercizio e fate stretching alla fine!

Il piatto che toglie i grassi dal cibo

Il piatto che toglie i grassi dal cibo e aiuta la dieta.

AbsorbPlate, ovvero il piatto che toglie i grassi dal cibo viene dalla Thailandia. Paese al secondo posto tra quelli del Sud Est asiatico per quanto riguarda il tasso di obesità. Per questo motivo il ministero della Salute ha dovuto intervenire con una campagna anti ciccia.

Si tratta appunto di un piatto assorbente ideato e realizzato dalla Thai Health Promotion Foundation con lo scopo di ridurre i grassi e le calorie di ciò che mangiamo. E’ caratterizzato dalla presenza di centinaia di fori sul fondo, all’interno dei quali colano i condimenti presenti nel cibo.

Un solo piatto può arrivare a ridurre la quantità di grassi presenti nel cibo di 7 ml, corrispondenti a circa 30 Calorie. In questo modo, senza variare il gusto del piatto, si riduce la quantità di grassi e di calorie.Il piatto che toglie i grassi dal cibo

“Ispirati dalla superficie di una spugna, abbiamo disegnato il piatto con centinaia di piccoli buchi che separano l’olio in eccesso dal cibo prima che venga mangiato”, spiegano dalla BBDO Bangkok.
I produttori assicurano che il piatto è facile da lavare e lo pubblicizzano con lo slogan “Pasto più sano. Stesso gusto”.

Naturalmente occorre precisare che l’utilizzo di questo piatto non fa miracoli! Lo scopo de Il piatto che toglie i grassi dal cibo è quello di ridurre appunto i grassi presenti in quantità eccessiva in molti piatti della cucina thailandese e colpevoli di aumentare il colesterolo e l’insorgere di altre malattie nel nostro corpo.