Così difendi i tuoi amici a 4 zampe dal freddo

Non sottovalutare il freddo!

In genere la stagione fredda non rappresenta una grossa sfida per i nostri beniamini, perchè il cane e il gatto sono ben equipaggiati da Madre Natura per difendersi dal freddo.

Nonostante questo è opportuno seguire alcune semplici linee di condotta per evitare che si ammalino.

Allora il mantello è sufficiente per proteggere i nostri amici’
Non tutti i cani e gatti sono uguali per quanto riguarda la tollerenza al freddo. C’è una grande variabilità di razza e molto diversa è la risposta. Ad esempio di un Siberian Husky, razza nordica, o di un Chihuahua, razza di origine messicana; o del gatto Sphynx che non presenta alcun pelo.

Una grande differenza esiste inoltre tra l’animale che vive all’aria aperta, che presenta un pelo molto folto, e l’animale che vive prevalentemente in casa.

Per questi e per le razze intollerenti al freddo (in genere i cani di piccola taglia e con il pelo raso) può essere indicato provvedere a una mantellina confortevole che protegga dalle basse temperature.
Attenzione però a non stringerla troppo, perchè altrimenti il cane non lo sopporta: facendo esercizio fisico deve poter aumentare la propria ventilazione.

Nel caso di cani che vivono abitualmente in casa bisogna evitare i grossi sbalzi di temperatura perchè possono predisporre a malattie dell’apparato respiratorio. Meglio uscire nelle ore più calde della giornata, evitando passeggiate troppo lunghe e tornando a casa se inizia a tremare o a rallentare il passo (possibili segni di ipotermia).

In caso di temperature molto basse è meglio evitare le uscite ai cuccioli e ai cani anziani.

Così difendi i tuoi amici a 4 zampe dal freddoE’ necessario aumentare la quantità di cibo in inverno?

Nella maggior parte dei casi di animali “casalinghi” non è necessario aumentare le quantità di cibo, perchè in realtà i cani e i gatti diminuiscono la loro attività fisica; (quindi semmai bisognerebbe diminuire la quantità di cibo).

Fanno eccezione i cani che fanno escursioni sulla neve, che hanno bisogno di un apporto energetico più elevato.

I cani da slitta che partecipano a competizioni addirittura raddoppiano il loro fabbisogno energetico e necessitano di diete bilanciate ad alto contenuto di proteine e di grassi, iniziando a somministrarle otto settimane prima della gara.

In genere i cani che praticano escursioni occasionali non hanno bisogno di quantitativi così elevati; ma può essere una buona norma aumentare di un terzo la quantità di cibo usuale, così come bisogna aumentare di un 10% il cibo per cani che vivono all’esterno.

Acqua

Quando fa freddo sembra che la sete sia inferiore rispetto ad altri periodo… Questo non è vero. Spesso l’inverno porta aria secca e quindi il cane perde molto facilmente acqua attraverso il respiro; in particolare quando svolge attività fisica e respire più velocemente ( le perdite durante l’esercizio aumentano di 10-20 volte). D’inverno i proprietari spesso sottovalutano questo bisogno. E’ bene mettere a disposizione del cane l’acqua prima e dopo la passeggiata.

Ghiotto di neve

La neve in sè non è un problema. Però spesso nella neve sono frammiste altre sostanze che possono intossicare il cane. In particolare il sale che viene usato per tenere pulite le strade.

Non è quindi una buona idea lasciar mangiare la neve. Per lo stesso motivo è bene pulire le zampe dopo la passeggiata, per evitare che il cane le lecchi, facendo attenzione a togliere tutti i grumi di neve attaccati al pelo.

E’ buona norma controllare anche il condotto uditivo del cane, per togliere la neve e asciugarlo, evitando così l’insorgenza di otiti.

Il sale anche solo a contatto con la cute può provocare infiammazione e quindi, in caso di passeggiate frequenti sulla neve, può essere utile usare pomate protettive o fargli indossare scarpe di materiale impermeabile (bisogna però abituarli perchè non tutti i cani le sopportano).

Così difendi i tuoi amici a 4 zampe dal freddo
Fonte: Bergamo Salute

Sparringball

SparringBall: cos’è e come funziona.

Sparringball

A lezione di “Fitboxe” precoreografata.

Sparringball è una palla derivata dal classico attrezzo da Pugilato, PunchingBall. Naturalmente rivisitata e modificata in chiave fitness, più flessibile e leggera.

La SparringBall è stata resa funzionale nei programmi fitness musicali. Poichè è più facile da usare e fruibile da tutti, anche da ragazzi in contesti diversi al pugilistico.

Un attrezzo che permette di colpire, schivare e parare, come un vero pugile. E,  il tutto a ritmo di musica e con lezioni fitboxe precoreografate.

E’ indicata per eseguire esercizi di cardio kombat sia su terra sia in acqua. In quanto, questo attrezzo è composto da una base da cui si innalza un’asta cui è collegata la palla da pugilato.

Un modo divertente per mantenersi in forma.

Dato che, le continue oscillazioni dello Sparring portano il corpo ad essere sempre sollecitato dinamicamente e in modo sinergico.

– Lavorano le gambe. Sempre in movimento per il cambio continuo di posizione.
– Lavorano le braccia. Per parare e sferrare i colpi.
– Lavorano gli addominali. Poichè restano in trazione.
– Lavorano i glutei, per i continui spostamenti.

Dunque un allenamento efficace non solo dal punto di vista aerobico ma anche muscolare. Perché coinvolge contemporaneamente polpacci, cosce, glutei, dorsali, addominali, tricipiti e bicipiti, spalle e pettorali.

Ogni sessione può durare dai 40 ai 60 minuti e può essere eseguita sia in gruppo che a livello individuale.

I benefici:

– Elevato consumo di calorie
– Tonificazione dei muscoli
– Aumento della muscolatura
– Aumento della coordinazione
– Incremento della resistenza
– Miglioramento dell’agilità e della rapidità.

Ad oggi, lo Sparringball è riconosciuto anche in altri tipi di allenamento.

Parliamo del Boxing Splash. Ossia la variante acquatica dell’attività. Tirare pugni e schivare colpi in acqua diventa ancora più impegnativo, sia sul lato della coordinazione che della concentrazione.

Poi c’è il Boot Camp Boxing. Un tipo di allenamento che comprende anche movimenti di combattimento attraverso l’utilizzo dello Sparringball. Movimenti basati sull’attacco e la difesa, proprio come farebbero dei soldati durante un addestramento.

Siete incuriositi? Visitate il sito delle Palestre&Piscine Universo, e scoprite tutti i corsi!

Photo Credit: www.youtube.com

Il potere antiossidante dei fiori

Il potere antiossidante dei fiori, superiore a quello dei comuni ortaggi.

Fiori belli e buoni da mangiare, che al sapore somigliano alle carote o al ravanello e che fanno anche bene alla salute perchè ricchissimi di antiossidanti.

E’ questo quanto emerso da uno studio di un gruppo di ricercatori del dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-Ambientali dell’Università di Pisa.Il potere antiossidante dei fiori, superiore a quello dei comuni ortaggi.

La ricerca è partita da un lavoro di tesi e ha preso in esame dodici specie comunemente utilizzate solo come piante ornamentali; dalle viole alle petunie, alla fuccia.

Come rivelato dalle analisi svolte nei laboratori della sezione di Orticoltura e Floricoltura, il potere antiossidante dei fiori è risultato significativamente superiore a quello dei comuni ortaggi da foglia e, a eccezione dei bassi valori misurati nella borragine, variava da 3,6 della calendula al 70,4 del tagete.

“Parte di questa elevata attività antiossidante è dovuta all’alto contenuto di antociani; almeno nei casi dei fiori con colorazione rosso o blu – hanno spiegato i ricercatori – e infatti le migliori proprietà nutriceutiche sono presenti nei fiori più pigmentati”.

Ma oltre a rivelare le proprietà nutriceutiche, lo studio ha cercato di valutare anche l’appatibilità dei fiori attraverso dei test di assaggio.

A parte alcuni fiori non graditi soprattutto per l’eccessiva consistenza come ad esempio la fucsia, la maggio0r parte sono stati apprezzati; come ad esempio il masturaio il cui gusto ricorda il ravanello, la begonia che richiama il limone e l’agaretum che sa di carota.

“Superata una certa diffidenza iniziale rispetto a questo ‘strano’ cibo, spesso i fiori ricordano sapori speziati, acidi talvolta simili ai comuni ortaggi ma con una consistenza e palatabilità diversa, più efficace e profumata – concludono i ricercatori- e certamente sebbene non possono diventare un alimento base della nostra dieta essi costituiscono una importante opportunità in termini di sapori e salute”.

 

Fonte: corrierefiorentino

L’eros a tavola

L’eros a tavola: piatti semplici, leggeri e dagli ingredienti afrodisiaci.

Si parla spesso di cibi afrodisiaci, facendo riferimento a sostanze in grado di stimolare il desiderio erotico, aumentando le prestazioni sessuali.

Il termine “afrodisiaco” deriva dalla dea greca dell’Amore Afrodite. Tra mito e realtà, supposizioni, leggende e prove scientifiche, ecco alcune ricette semplicissime che utilizzano cibi ritenuti tra i più afrodisiaci.

Ostriche
Il cibo più lussurioso che ci sia. Il modo migliore (e più sensuale) per mangiarle è a crudo, condendole con una vinagrette di scalogno, aceto di vino rosso e pepe.

Asparagi
Una salsa veloce con gli asparagi frullati con mandorle e timo, da spalmare su dei crostini di pane. Il tocco chic? Una fettina di salmone affumicata arrotolato a rosa.

Crostacei
Gamberi? Puliteli e avvolgeteli in un foglio di pasta frolla: cuocete in forno per 10 minuti.
Aragosta? Sbollentate e servite con pinzimonio di verdure fresche!

Cioccolato
Stanchi del solito tortino? Fate tostare 100 g di mandorle e tritatele grossolanamente. Fate sciogliere 200 g di cioccolato amaro, unitelo alle mandorle stendendolo sulla carta da forno. Spolverate con fiocchi di sale e servite come aperitivo!

L'eros a tavolaZenzero
Aggiungete lo zenzero alle vostre portate. I gamberi saltateli con lo zenzero, e fate altrettanto con il pollo.
Il cocktail a base di zenzero? 3 fette di zenzero, 1 frutto della passione, zucchero di canna, 1 lime, rum chiaro e ghiaccio tritato.

Peperoncino
Il modo migliore di gustarselo? Fate dei cioccolattini fondendo il cioccolato amaro e 2 cucchiaini di peperoncino in polvere.

Aglio
Per evitare spiacevoli alitosi, lasciatelo ammollo nel latte per una notte intera. Usate quindi 3 spicchi tritati, 2 vasetti di yogurt bianco e prezzemolo per una salsa perfetta per l’aperitivo.

Mandorle
Tritatele con un mix di sale, paprica e rosmarino: lasciatele in forno per 15 minuti a 170°C.

Avocado
Lasciate perdere il guacamole. Su delle tartine spalmate un velo sottile di formaggio fresco. Adagiate una fettina di avocado, uno spicchio di pomodoro e un pezzettino di bacon croccante.

Fichi
Potete usare anche quelli secchi. Quindi immergeteli nel cioccolato. Potete anche farcirli con delle noci secche.

 

L’eros a tavola: piatti semplici, leggeri e dagli ingredienti afrodisiaci

Golf e Pilates

Golf e Pilates: la formula vincente del momento!

Concentrazione, cordinamento, fluidità, allineamento, postura, stabilità, tonicità. In due parole, BENESSERE EVERGREEN.

I protagonisti di questa idea sono Maria Giulia Prevost Rusca (MG Pilates La forma del Benessere) e Andrea Costa, che allenandosi sul green, hanno messo a punto un programma incrociato tra le loro discipline.Golf e Pilates: la formula vincente del momento!

Maria Giulia con il suo Pilates indoor permette infatti di acquisire i corretti schemi posturali e di movimento alla base del golf. La contrazione muscolare deve avvenire secondo una determinata sequenza; la rotazione deve essere controllata e non eccessiva, non solo per migliorare la prestazione, ma anche per evitare lesioni e contrastare l’insorgenza dei dolori classici del golfista.

Mettici poi la preparazione internazionale di Andrea come Maestro di golf e si chiude il cerchio di un percorso sportivo fantastico. Adatto a tutti.

Nei mesi freddi allenamento per rafforzare la muscolatura profonda e incrementare allo stesso tempo stabilità, flessibilità e mobilità. Indispensabili per migliorare lo swing e realizzare drive più lunghi.

Dalla primavera inizia la stagione di gioco sul green, che, grazie alla forma fisica e alla consapevolezza muscolare raggiunta, diventa lo sport ideale per tutti. Perfetto per tenersi in forma, divertirsi e rilassarsi profondamente all’aria aperta, spezzando efficacemente il circolo vizioso dello stress.

Il consumo eccessivo di sale

Il consumo eccessivo di sale… fa male alla salute!

Il sale da cucina contiene sodio, che può favorire l’aumento della pressione arteriosa, principale causa di infarto e ictus. Ovviamente il sale fa male quando se ne fa un consumo eccessivo: si stima che le morti cagionate da milioni.

Ma c’è di più. Ridurre il consumo di sale non è solo strumento di prevenzione contro l’insorgere dell’ipertensione arteriosa, ma potrebbe addirittura allungarti la vita. Infatti, secondo un arecente ricerca pubblicata sul British Medical Journal, riducendo il consumo di sodio nell’alimentazione del 10%, l’età delle persone nel mondo si allungherebbe notevolmente.

In Italia, dopo 10 anni di riduzione nell’assunzione di sale, un adulto guadagnerebbe in media 1,8 giorni ogni 12 mesi.

La ricerca ha applicato in 183 diversi paesi un modello statistico,, nel quale il consumo di sodio verrebbe ridotto del 10% in dieci anni. Ogni anno, nel mondo, si potrebbero recuperare in questo modo quasi 6 milioni di anni di vita (dall’eventualità di una morte prematura e dal periodo trascorso in malattia).

Il consumo eccessivo di saleI dati ovviamente variano da paese a paese, perchè diversi sono nel mondo i consumi di sale, gli stili di vita e le incidenze sulle malattie cardiovascolari.

In che quantità fa male?

In condizioni normali il nostro organismo necessita di piccole quantità di sodio, pari a circa 1 grammo al giorno.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda di non superare la quantità giornaliera di 5gr di sale da cucina, che corrispondono a circa 2 gr di sodio.

Purtroppo, secondo l’ANMCO (Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri), gli italiani ingeriscono ogni giorno una quantità di sale doppia rispetto a quella raccomandata dall’OMS. Come mai? Questo succede perchè il sale è un nemico nascosto e non è così facile controllarne la quantità; infatti, se riusciamo a limitarne l’uso quando cuciniamo, è impossibile eliminarlo del tutto, in quanto è presente anche in altri alimenti che consumiamo abitualmente.

Devi sempre ricordarti che il sodio del sale aggiunto nei cibi, rappresenta solo una parte del consumo; mentre la maggior parte del sodio che assumi, proviene da affettati e formaggi, cibi in scatola, carni conservate e cibi trasformati, come crackers, biscotti, pizza e salse pronte.

Come ridurlo?

Oltre all’aumento di rischio di malattie cardiovascolari, un eccessivo consumo di sale può provocare spiacevoli conseguenze a livello estetico. Come saprai, tende a favorire la ritenzione idrica nei tessuti, provocando lòa comparsa di gonfiori alle gambe e anche della cellulite.

Cosa puoin fare? “E’ importante cercare di scegliere alimenti poveri di sale, e limitarne la quantità che si aggiunge alle pietanze; magari sostituendolo con delle spezie, che possono avere un effetto simile al sale dal punto di vista gustativo, ma non agiscono sui vasi, sulle arterie e sulla pressione arteriosa”.

Tra le alternative al sale per rendere più gustosi i tuoi piatti ci sono spezie e gomasio. Le spezie ti aiutano ad insaporire i cibi in modi sempre fantasiosi, evitando allo stesso tempo fastidiosi gonfiori e ritenzione idrica. Il gomasio è un composto di sesamo, tostato e pestato, a cui viene aggiunto del sale marino integrale.
Il sesamo è un seme oleaginoso che contiene grassi buoni (omega 3 e 6); calcio; lecitina; fosfati e vitamine del gruppo B. Insomma un concentrato di nutrienti preziosi.

Il sale marino integrale usato per preparare il gomasio è davvero poco rispetto al sesamo (1 parte di sale 12 di sesamo); il che rende questo preparato molto salutare.

Infine, è bene ricordare che, la sensibilità gustativa si adatta alla presenza del sale e quindi, se poco alla volta ti abitui a una dieta con poco sale, non ne sentirai più la mancanza.

Ci sono sali migliori di altri?

Nei negozi si trovano ormai svariati tipi di sale, provenienti da parti diverse del mondo. Al di là della tipologia il sale fa male.
Forse l’unico che ha un piccolo valore aggiunto è quello iodato. Questo perchè l’aggiunta di tale minerale in un prodotoo di uso quotidiano si è rivelata utile per compensare almeno in parte la sua carenza endemica nella popolazione italiana.

www.melarossa.it

Il fascino di Lampedusa

Tutto il fascino di Lampedusa.

Appena rientrati dalle ferie ma già non vedete l’ora di organizzare le prossime vacanze? Bene, allora abbiamo una meta imperdibile da proporvi.

Acque cristalline e limpide che invitano a sognare. Questa è Lampedusa. Isola brulla che appartiene alle Pelagie, in mezzo al Mediterraneo, a sud della Sicilia a cui appartiene da un punto di vista amministrativo (è in provincia di Agrigento).

Della Sicilia ha le abitudini culinarie, come le zuppe e i piatti di pesce e crostacei; gli arancini, gli ottimi gelati e granite a tutti i gusti. E poi i famosi cannoli di ricotta e i numerosi primi con melenzane e pomodoro; il cous cous di pesce con i gamberetti, aragoste e frutti di mare.

Il fascino di LampedusaIl tutto innaffiato con ottimi vini bianchi.

E soprattutto è siciliana la parlata degli abitanti, molto ospitali, e dei pescatori che animano i porticcioli dove arriva il pesce freschissimo in grande quantità e qualità.

Dagli stessi porticciolo partono ogni giorno, quando non c’è vento, le imbarcazioni che fanno il giro dell’isola, che nella parte settentrionale è alta, rocciosa e cade a strapiombo nel mare, con gole molto suggestive. Mentre a sud è più bassa e spettacolare, articolandosi in calette incantevoli, dal mare azzurrino, come quella splendida della Tabaccara, una vera e propria piscina.

Non a caso, nell’area marina protetta le tartarughe marine Caretta Caretta sono solite deporre le uova e i delfini amano nuotare.

Per una gita suggestiva si può raggiungere la vicina isola di Linosa, più tranquilla e poco frequentata, per chi ama il silenzio e la vita selvaggia.

Lampedusa è famosa per le spiagge tra cui la più bella, l’isola dei Conigli; Cala Pulcino; Cala Greca; Cala Croce; la frequntatissima Cala Guitgia, Cala Madonna e Porto N’Tone. I giri in barca durano circa 4 ore e si pranza a bordo, a base di pesce e vino locale.

Il sole è molto caldo, il che conferisce a tutti i prodotti come la frutta, compresa l’uva, maturità e dolcezza.

L’isola infatti è più alla costa africana che alla Sicilia. La limpidezza delle acque, gli splendidi fondali e l’abbondanza di flora e fauna sottomarina rendono quest’isola una meta prediletta per le immersioni subacquee, anche notturne e per lo snorkeling.

Allora, vi è venuta voglia di visitarla?

Cestello di verdure con pesci al vapore

Cestello di verdure con pesci al vapore: disintossichiamoci dalle feste!

Una cottura sana e dietetica che lascia intatto il gusto.

La cottura al vapore, sana e dietetica, per la sua delicatezza è molto indicata per questo piatto, poiché permette ai cibi di conservare il loro sapore naturale e i valori nutritivi. Permette, inoltre, di evitare o limitare al massimo l’uso dei condimenti.

Cestello di verdure con pesci al vaporeScopriamo la ricetta del Cestello di verdure con pesci al vapore

Ingredienti

400 g polpa di zucca
200 g filetto di pesce San Pietro
120 g filetto di branzino
70 g filetto di gallinella
1 pz broccolo romano piccolo
100 g foglie di bietola rossa
1 pz limone
timo, salvia, sale, olio extravergine di oliva

Procedimento

Cominciate con il lasciar marinare il pesce con 20 g di olio e un trito di salvia e timo per 30 minuti.
Separate i ciuffetti di broccolo romano ed eliminate la parte più fibrosa delle foglie di bietola.

Tagliate la zucca a fettine spesse 5 mm e sistematele nel cestello per la cottura al vapore con i ciuffetti di broccolo romano.
Ponetelo in una casseruola di acqua bollente dello stesso diametro del cestello e cuocete per 10‐12 minuti.

Quindi disponetevi sopra i filetti di pesce e le bietole e cuocete per altri 5‐8 minuti. Distribuite pesce e verdure in un piatto di portata, irrorate con un’emulsione preparata con succo di limone, olio e sale e servite subito.

Fonte: lacucinaitaliana.it

Fiori di Bach

Fiori di Bach: equilibrio tra mente e corpo.

La floriterapia è una medicina naturale, priva di effetti collaterali, che riporta l'equilibrio tra mente e corpo.

"La malattia è essenzialmente il risultato di un conflitto tra l'anima e la mente. Nessuno sforzo diretto unicamente al corpo può fare di più che riparare superficialmente il danno, ma questo non significa guarire, poichè l'origine del male è ancora attiva e può ricomparire in ogni momento sotto altre forme.

Le vere malattie che affliggono sono difetti quali l'orgoglio, la crudeltà, l'odio, l'egoismo, l'instabilità, e l'avidità. Quando individuiamo un difetto, il rimedio non sta nel combatterlo direttamente con lo spreco di energie orientate nell'annientamento del male, bensì nello sviluppare gradualmente la virtù opposta" scriveva il dottor Edward Bach.

Le cause della malattie, secondo Bach, erano gli stati d'animo negativi come preoccupazioni, paura, ansia, fobie, tristezza e i sintomi della malattia rappresentavano la manifestazione fisica di questi stati d'animo.

Fiori di BachI fiori di Bach sono rimedi messi a punto dal medico inglese. Estratti floreali che curano gli stati d'animo negativi responsabili del nostro malessere mentale e quindi fisico.

Le essenze identificative da Bach sono 38, più un "rimedio di pronto soccorso" chiamato RESCUE REMEDY, formato dalla combinazione di 5 fiori:

1. Star of Bethlem: contro traumi fisici e mentali;
2. Rock Rose: per il panico, il terrore della morte, la paura improvvisa;
3. Impatiens: per la tensione fisica, psichica e l'agitazione;
4. Cherry Plum: contro la paura di perdere il controllo delle proprie emozioni;
5. Clematis: per la tendenza a perdere conoscenza e a cedere.

Il Rescue Remedy è utile per gestire tutte le situazioni in cui ansia e nervosismo possono prendere il sopravvento condizionandoci negativamente:
- in caso di stress emotivo in seguito ad avvenimenti come cattive notizie, un brutto spavento, un incidente;
- in situazioni stressanti, ad esempio operazioni chirurgiche, un viaggio che crea panico, un colloquio di lavoro o un esame, prima e dopo il parto;
- per chi lavora in un ambiente stressante;
- in caso di traumi o sintomi fisici.

La regola base per la somministrazione è quella codificata da Bach: 4 gocce sotto la lingua, 4 volte al giorno, lontane dai pasti.

Il Rescue Remedy, così come gli altri rimedi, ha il vantaggio di:
- non avere controindicazioni, tanto che può essere dato a persone di qualsiasi età, persino a neonati e anziani;
- può essere somministrato anche agli animali (con indicazioni e dosi uguali a quelle per gli umani);
- è compatibile con qualsiasi cura medica in corso;
- ha effetto immediato (1 o 2 minuti).

Tahin

Tahin o crema di sesamo.

TahinLa tahin, è una salsa di origine orientale. È ottenuta dalla tostatura e dalla successiva riduzione in farina dei semi di sesamo ai quali si aggiunge poi l’olio, anch’esso derivato dal sesamo. Un vero toccasana per la salute.

Ha un sapore tipicamente di noci, con un aroma che ricorda quello delle arachidi, ma è meno dolce e con una nota tostata

Questa crema viene largamente utilizzata nella cucina vegana e vegetariana in quanto ricca di proteine.  Priva di glutine è inoltre indicata per chi soffre di celiachia.

Comunemente usato come condimento, per esempio nei falafel, le polpette di ceci o nell’hummus, la crema di ceci, oppure anche in una semplice insalata. Ma il tahin è ottimo anche per essere consumato da solo. Magari spalmato su una fetta di pane ed ulteriormente insaporito.

Molto semplice da preparare anche in casa. Basterà infatti tostare i semi in padella a fiamma moderata e poi pestarli con un mortaio o un frullatore, aggiungendo poco alla volta l’olio di semi di sesamo o – in alternativa – l’olio di girasole o di oliva.

Come accennato è un toccasana per la salute, visto la presenza di vitamine, in particolare di vitamina E e D; e di sali minerali, soprattutto calcio, silicio, ferro, magnesio, zinco. Ma anche fosforo e potassio, che la rendono indicata per contrastare gli stati psico-fisici di affaticamento. Ha tante proteine, tanti grassi buoni (gli omega 3) e pochi carboidrati.
Contiene sesamina e sesamolina, due sostanze capaci di abbassare il colesterolo e proteggere il fegato. Il sesamo possiede poi proprietà antiossidanti, utili a contrastare i radicali liberi e l’invecchiamento.

Gli organi che maggiormente possono beneficiare delle sostanze nutritive contenute in questa salsa sono ossa, cuore ed intestino.

Tra le altre proprietà:

Rinforza il sistema immunitario
Antinfiammatorio
Equilibrante e rigenerante del sistema nervoso
Nutritivo e ricostituente
Antispastico
Tonificante di reni e fegato
Disintossicante
Abbassa il colesterolo

Essendo un alimento altamente calorico (100 g di salsa apportano circa 600 calorie); si consiglia di impiegarla in dosi massime giornaliere di 20 grammi.