Tenersi in forma grazie all’acqua di mare

La sensazione di benessere che proviamo dopo qualche giorno passato sulla spiaggia non dipende esclusivamente dall’essere in vacanza, liberi da impegni lavorativi. L’aria e l’acqua di mare hanno effetti terapeutici sull’organismo, non a caso l’ambiente marino ha ispirato tutta una serie di trattamenti di bellezza e curativi conosciuti con il nome di talassoterapia che utilizza alghe, sabbia e acqua di mare.

Per goderne i benefici non è necessario rinchiudersi in una Spa, la sola prossimità del mare è sufficiente per rivitalizzare e stimolare il corpo. Perché questa sostanza è così preziosa? La ragione risiede nel suo contenuto di minerali come iodio, magnesio, ferro, potassio, vitamina E e microorganismi dalle proprietà antibatteriche e antivirali.

I benefici sulla pelle

Elastica, idratata e vitale, così risulta la pelle del corpo dopo qualche immersione nell’acqua di mare. L’acqua marina ha proprietà antinfiammatorie per la pelle, grazie alla presenza di sodio, rame e zolfo, perciò chi soffre di disturbi dermatologici, come l’eczema e alcuni tipi di eritemi può trarre giovamento da un lungo bagno. Ha inoltre notevoli proprietà che agiscono contro i batteri e contro le infiammazioni cutanee. Con la sabbia si possono fare degli scrub naturali che favoriscono l’eliminazione delle cellule morte aiutando il rinnovamento dell’epidermide.

Il movimento nell’acqua è l’esercizio ideale per tonificare tutto il corpo. Scegliete una spiaggia che consenta di poter camminare su di un fondo sabbioso. La camminata deve essere effettuata con un passo controllato, caviglia rigida e spinta dal basso. Bastano circa 30 minuti totali immergendosi a profondità differenti, l’importante è mantenere una buona velocità di avanzamento.

Cacao crudo, bontà antistress

Da secoli il cacao crudo è considerato un alimento prodigioso, un vero cibo-medicina per corpo e mente. Basti pensare al fatto che una delle pratiche più diffuse nella cultura Maya e Azteca era la cosiddetta cerimonia del cacao, dove l’assunzione di chocolatl, bevanda a base di pura polvere di cacao crudo, aiutava a lasciare andare le emozioni negative e a curare l’organismo dalle malattie croniche.

Oggi spesso rinunciamo senza saperlo a gran parte del potenziale benefico di questo antico alimento, che si ottiene dal seme dell’albero amazzonico di Theobroma. Il cacao che troviamo in commercio o che viene usato per produrre il cioccolato, infatti, è stato essiccato e fatto fermentare: cioè è stato privato del rivestimento esterno, ma anche della stragrande maggioranza dei suoi antiossidanti!

Il cacao crudo o grezzo invece non è stato tostato né torrefatto e mantiene intatta la sua ricchezza di nutrienti salvavita. Se resta grezzo ha più antiossidanti. Il cacao crudo è una straordinaria fonte di antiossidanti.

Lo conferma una ricerca pubblicata sul Journal of Agricultural and Food Che mi stry, che ha evidenziato il forte potere antiossidante delle due principali molecole del cacao: le catechine e le procianidine. Questi polifenoli proteggono le cellule umane dallo stress ossidativo, rafforzano il sistema immunitario e giocano un ruolo importante nella prevenzione di patologie e infiammazioni croniche, come le malattie cardiovascolari, la sindrome metabolica ed alcuni tipi di tumore.

Sali minerali in abbondanza

Le fave di cacao crude, poi, sono straricche di minerali benefici: ci sono il magnesio, che distende i nervi e vince lo stress; il potassio, che riequilibra la pressione arteriosa; il ferro, indispensabile per la corretta respirazione cellulare; e infine il rame e il selenio, essenziali per il funzionamento della tiroide.

Il cacao è anche una fonte di pigmenti carotenoidi che hanno azione protettiva a livello della retina formando i cosiddetti pigmenti maculari, un filtro che impedisce alle radiazioni nocive di raggiungere e danneggiare la retina

Il bypass? È in pura seta

In un futuro non troppo lontano, abiti da sera e bypass vascolari potrebbero avere molto in comune. Sì, la seta. Tessuto di lusso per eccellenza, questo materiale naturale verrà sempre più sfruttato in medicina per le caratteristiche di leggerezza, flessibilità e resistenza. La comunità scientifica ne ha parlato in questi giorni al Castello del Buonconsiglio di Trento, che ha ospitato una conferenza mondiale dedicata proprio alla seta e alle sue applicazioni in vari settori, in particolare quello biomedicale.

Una storia antica «La seta naturale, filata e intrecciata con precisione, è stata impiegata sin dal Seicento come filo di sutura in campo chirurgico; ma oggi si punta a utilizzi più sofisticati», racconta la professoressa Antonella Motta, docente di bioingegneria industriale presso l’Università di Trento.

La tecnologia che si unisce alla natura

«Per esempio può essere utilizzata per la rigenerazione di organi e tessuti: questo materiale, infatti, è altamente biocompatibile, perché formato da proteine molto simili a quelle del nostro organismo, che di conseguenza lo riconosce come una struttura propria e non lo rigetta».

Non solo. Essendo anche biodegradabile, si può impiantare nel corpo senza poi doverla rimuovere. «Ciò significa che, in futuro, non sarà più necessario utilizzare protesi e corpi estranei per sostituire le parti del corpo danneggiate in seguito a traumi, patologie o semplicemente usura, ma si sfrutterà la seta per produrre matrici tridimensionali, simili a spugne, che una volta introdotte nel corpo interagiranno con il sistema immunitario per stimolare la rigenerazione di ossa, cartilagini, tendini, tessuti. E alla fine verranno riassorbite senza lasciare traccia».

Un materiale sostenibile Orizzonti straordinari, che potrebbero avere un impatto anche sull’economia nazionale. L’industria tessile ha uno scarto del 70 % rispetto ai bozzoli di seta originari: «Quelli di prima scelta vengono usati per la realizzazione del filato grezzo, lavorato per creare tessuti di altissima qualità; componenti particolari di gioielli esclusivi o accessori moda di alta gamma», racconta l’esperta. «Gli scarti di lavorazione e i bozzoli di seconda scelta sono impiegati nel processo di cardatura, per creare tessuti misti o imbottiture.

Alla fine, comunque, rimangono numerosi sottoprodotti di lavorazione, che possono costituire una materia prima preziosa per la scienza». Ovviamente, se questo riutilizzo entrasse nella routine medica, la filiera della seta italiana potrebbe allargarsi e creare nuovi posti di lavoro.

Il menu che rigenera le mucose gastriche

Il menu che rigenera le mucose gastriche

Lunedì

PRANZO: radicchio trevigiano al forno con uovo poché (cioè in camicia). Insalata con indivia, noci e melagrana.
CENA: vellutata di zucca e zenzero con pane integrale.

Martedì

PRANZO: minestra di lenticchie all’alloro e tempeh a fettine saltato in padella.
CENA: zuppa di miso con noodles di riso integrale, carote, zucchine e zenzero.

Mercoledì

PRANZO: risotto integrale con radicchio e melagrana
CENA: vellutata di finocchio e sedano rapa con semi di finocchietto selvatico e un filo di olio extravergine a crudo.

Giovedì

PRANZO: favetta e cicorie selvatiche con pane tostato integrale.
CENA: pinzimonio di carote, ravanelli e zenzero fermentato con branzino al forno con erbe aromatiche.

Venerdì

PRANZO: insalata invernale con radicchio, pere, melagrana, noci e formaggio
CENA: una crema di riso integrale con alghe wakame, miso e sesamo tostato.

Sabato

PRANZO: cicorie selvatiche e patate dolci al forno con un uovo alla coque.
CENA: un carpaccio di ananas e melagrana. Pesce bianco ai ferri con zucchine al vapore con un filo di olio.

* La domenica è libera.

La tisana che aiuta il fegato

Per agevolare i processi digestivi, dopo cena puoi bere un infuso di genziana, finocchio e carciofo. Queste erbe aiutano il lavoro dello stomaco e anche quello del fegato, che ha un ruolo importante nell’elaborazione
degli alimenti. Fatti preparare un mix di queste tre erbe in erboristeria e mettine un cucchiaino in infusione per 5 minuti in una tazza d’acqua, filtra e bevi.

LE TUE OPZIONI PER LA COLAZIONE E GLI SPUNTINI AL MATTINO: IL SEGRETO È VARIARE

• Due fette di pane tostato integrale fatto con lievito madre con un velo di marmellata bio. Un caffè.
• Due fette di pane tostato integrale con lievito madre con un uovo alla coque. Un tè verde.
• Porridge di avena con latte di mandorla e cannella.
• Una piccola fetta di Jewell Cake alla melagrana e un tè verde

TRA UN PASTO E L’ALTRO
• Una macedonia con papaya, chicchi di melagrana e kiwi.
• 30 g di mandorle pelate e una pera.
• Un piccolo budino di amasake di miglio o riso (nei negozi bio) con un pizzico di cannella.

Trova il tempo di riconnetterti alla natura

Oggi solo il 6% della popolazione mondiale vive a stretto contatto con l’ambiente naturale: una estraniazione che provoca disagi a livello fisico e psicologico. 

La natura, infatti, ce l’abbiamo dentro, è inscritta nei nostri geni, è la nostra origine». Ecco 5 buoni motivi per riconnetterci con essa.

riconnetterti alla natura

Trascorrere almeno mezz’ora in un ambiente naturale regolarizza battito cardiaco, respirazione, pressione, inducendo una sensazione di rilassamento e benessere.

  • Liberi le tue potenzialità

Entrare nella natura con attenzione e rispetto attiva un processo interiore di maggior connessione con se stessi. Le emozioni trovano una via di scarico spontanea, la mente si schiarisce, l’intuizione si risveglia e le decisioni diventano più semplici.

  • Rafforzi le relazioni

Uscire con altre persone all’aperto aiuta a conoscersi meglio perché  implica sperimentarsi in situazioni fuori dall’ordinario, magari comunicando in silenzio, con gesti e sguardi.

  • Ampli la visione della vita

In natura l’attenzione non è più selettiva ma diffusa, aperta a stimoli provenienti da diverse direzioni. C’è un coinvolgimento sia della dimensione cognitiva, attenta a quello che c’è, sia di quella immaginativa,
focalizzata su ciò che potrebbe esserci. E la creatività ne beneficia.

  • Accetti meglio il cambiamento

La natura insegna che, nella vita, il cambiamento è la regola. Frequentarla riporta a un ritmo organico e non più meccanico e rende più facile accettare novità e imprevisti

Sei già in menopausa? Allora bisogna aumentare le fibre

La menopausa è una fase completamente nuova della vita. Cambiano il corpo e le sue esigenze, cambia la produzione ormonale. L’alimentazione quotidiana non solo deve adattarsi a questa “rivoluzione”, ma deve supportarla e agevolarla. Anche le abitudini serali dunque devono cambiare leggermente.

Sei già in menopausa

Nella fase del climaterio, il rischio è quello di aumentare di peso. Le regole generali da seguire per una cena equilibrata sono quelle già menzionate, ma bisogna porre una maggiore attenzione alle porzioni e inserire più fibre, date dalle verdure. L’insulina diventa meno efficiente: non sollecitarla.

Soprattutto nella seconda parte della giornata (indicativamente dopo le 17) è molto importante evitare di mangiare troppi carboidrati e zuccheri “veloci”, che attivano massicciamente la risposta insulinica, necessaria per abbassare i livelli di glicemia. Dopo la menopausa il sistema dell’insulina tende infatti a diventare meno efficiente: se lo mettiamo sotto stress, è più facile accumulare adipe a livello addominale e aumenta il rischio di problemi metabolici, cardiovascolari e di diabete di tipo 2. È importante anche cenare entro le 19.30-20: più si tarda, più è difficile per il corpo contenere i “danni” di questo ormone.

Via libera a verdure e chicchi

Un modo facile per creare pasti light e bilanciati, perfetti per la fase della menopausa e per evitare di accumulare peso, è unire gli elementi della cena in un unico piatto, che dovrà essere riempito per metà da verdure, per un quarto da una fonte proteica cucinata in modo leggero e a basso contenuto di grassi, e per un quarto da cereali (pasta o pane integrale, cereali integrali in chicco come quinoa, farro, orzo, avena, bulgur). In questo equilibrio, i nutrienti si bilanciano a vicenda e una veloce digestione è favorita.

Se a cena hai esagerato, puoi rimediare così

Se la tua cena è stata un po’ troppo abbondante, lascia passare almeno 3 ore prima di coricarti e bevi una tisana digestiva di finocchio e liquirizia: ti aiuta ad alleggerirti. Inutile cercare di bruciare subito le
calorie in palestra , non serve pretendere un ulteriore sforzo da un organismo già impegnato in una digestione difficile: meglio magari fare una breve passeggiata. Il momento di rimediare verrà il giorno dopo, aumentando leggermente la quota di attività fisica e assumendo pasti più leggeri, ricchi di fibre e di liquidi.

Scegli bene gli occhiali da sole

Sono un alleato della salute dei tuoi occhi: d’estate non puoi fare a meno di un buon paio d’occhiali da sole perché gli ultravioletti, oltre a provocarti irritazioni e secchezza oculare, sono dannosi per retina, cornea e cristallino e possono aprire la strada a malattie come la cataratta o la degenerazione della macula, la parte più sensibile della retina. Vale perciò la pena di scegliere con attenzione questo accessorio.

occhiali

Il potere filtrante delle lenti

Il primo dato di cui tenere conto: Il potere filtrante delle lenti, che deve bloccare almeno il 99% degli Uvb e il 95% degli Uva. Trovi questi dati sul foglietto illustrativo, ma li puoi verificare in diretta anche nel negozio dell’ottico, con un apposito strumento (lo spettrometro).

Attenzione al materiale: Ok a lenti di vetro temprato, cristallo sottilissimo e leggero che non si opacizza, non si graffia e protegge bene dagli Uv, ideale per qualsiasi occasione. Sì anche a lenti in CR39, materiale plastico estremamente leggero e resistente ai graffi, ma soprattutto a quelle in policarbonato, ancor più leggere e infrangibili, ma 100% Uv block, aggiunge l’ottico. Sono ideali in spiaggia, ma anche per lo sport perché molto resistenti.

Meglio evitare le lenti in acrilico: si deteriorano in fretta e, se esposte al calore, tendono a deformarsi.

Il colore giusto

Nella scelta del colore, non farti ingannare: le lenti più scure non sono quelle che proteggono di più dagli Uv perché il filtro solare dipende dal materiale della lente e non dalla tinta. Meglio evitare, perciò, occhiali alla Blues Brothers: quando la luminosità ambientale si riduce, mettono inutilmente sotto stress la pupilla, obbligandola a dilatarsi per far passare più luce.

Meglio orientarsi su lenti che lasciano passare una quota di luce visibile intorno al 50%, ovvero con un potere filtrante di classe 2 o 3, ulteriore caratteristica che trovi indicata nel foglietto illustrativo. Riserva invece quelle di classe 4 solo se utilizzi gli occhiali in alta montagna o su superfici molto riverberanti, come quella del mare se fai surf. Proibito, invece, usarli per la guida. Il colore della lente, però, può darti un comfort in più: Il marrone, per esempio, aumenta il contrasto bloccando in parte la luce blu ed è ideale se sei miope.

Il verdino ottimizza la visione se sei ipermetrope, il grigio fumè è ok se i tuoi occhi sono molto sensibili alla luce, mentre il grigio-verde scherma meglio le radiazioni solari ed è il colore ideale per occhiali da usare nelle situazioni di forte abbagliamento.

Aggiungi un pizzico di magnesio ai piatti per il tuo metabolismo

Aggiungere un pizzico di magnesio ai piatti della cena è un’ottima strategia per digerire correttamente, favorire il dimagrimento e assicurarti un sonno notturno davvero ristoratore. Questo portentoso minerale infatti ha azione rilassante sul sistema nervoso, quindi concilia il riposo e placa ansia e stress. L’effetto calmante si manifesta anche a livello della muscolatura liscia: per questo previene i crampi e i disturbi gastrointestinali. In più il magnesio stimola la bile, che garan tisce una buona digestione, e favorisce un corretto transito intestinale, tenendo alla larga stipsi, fermentazioni e gonfiori.

E’ anche saziante

Una dieta ricca di magnesio è la migliore assicurazione per mantenere il metabolismo attivo e bruciare più calorie. Inoltre questo minerale contribuisce a placare l’appetito e a contrastare la ritenzione.

A cena, quindi, non farti mai mancare i cibi più ricchi di magnesio: cereali e farine integrali, cacao amaro, legumi (in particolare cannellini, piselli e lupini), vegetali a foglia verde (come spinaci e bietole), frutta secca (mandorle, nocciole, noci…), semi di girasole e frutta disidratata (datteri, albicocche, fichi…). Ottime anche le erbe aromatiche, come l’aneto.

Per fare il pieno di magnesio a cena, senza appesantire stomaco e digestione, prepara una minestra sfruttando gli alimenti che sono più ricchi di questo minerale. Ricorda di usare sempre cereali, legumi, verdura, un filo di olio extravergine di oliva a crudo e spezie. Di soli vegetali non basta, nemmeno se devi dimagrire! Una zuppa ad alto tenore di magnesio è ad esempio quella con fagioli cannellini, bietole, carote, passata di pomodoro bio e orzo integrale. A cottura ultimata, aggiungi aneto, curcuma e pepe nero. Un altro classico della stagione fredda: la crema di zucca e patate dolci con dadini di tofu (che deriva dalla soia, un’altra buona fonte di magnesio) e semi di zucca aggiunti appena prima di servire in tavola. Fai il pieno di magnesio anche con una delicata crema di piselli, scalogno e yogurt greco, con una generosa spolverata di mandorle in scaglie.

Creme doposole – ottime alleate del mare

Dopo una giornata al sole (anche quello preso in piscina o in città), la tua pelle chiede idratazione e sollievo con prodotti specifici che oltre a nutrire o dissetare, aiutino a mantenere la tintarella o a rinfrescare e riparare in caso di arrossamento.

Creme doposole

Se hai la pelle secca o ti esponi per le prime volte, scegli formule ricche, con aloe o burro di karité, che aiutano a ripristinare il mantello idrolipidico, e attivi quali calendula e bisabololo, dalle proprietà lenitive. Agenti rinfrescanti come il mentolo aiutano a sentire meno la pelle arrossata. E’ molto importante anche la presenza di antiossidanti come la vitamina E, di pantenolo restitutivo e oli vegetali dermoaffini, dalle virtù elasticizzanti; l’olio di carota aiuta a prolungare la tintarella, per esempio. Dato che la pelle è già messa a dura prova, si preferiscono creme con pochi allergeni, senz’alcol (che dà una sensazione di freschezza, ma può irritare), con un’elevata concentrazione di attivi di origine naturale e zero petrolati

Qual è la differenza tra doposole e crema idratante?

La differenza sta solo nell’uso di alcuni ingredienti secondari che possono avere un’azione rinfrescante e lenitiva  e nella profumazione, che nei doposole ricorda quella dei prodotti solari.

Dopo essere stati al sole è consigliabile, e sicuramente gradevole, spalmare sul corpo un prodotto idratante. Meglio acquistare un doposole specifico o va bene anche la normale crema che si usa tutto l’anno? Dal punto di vista della funzione principale è la stessa cosa. Entrambi i prodotti, infatti, contengono gli stessi ingredienti fondamentali e cioè acquasostanze grasse (di origine vegetale come l’olio di mandorla o il burro di karité o minerale come il paraffinum liquidum), altri idratanti e umettanti, come la glicerina.

Che cosa contengono

I principi attivi più comunemente presenti sono il burro di karitè, l’allantoina e soprattutto l’aloe vera. Il burro di karité viene estratto dai semi di una pianta tropicale africana ed è ricco di vitamina A, D ed E, e stimola la circolazione dei capillari cutanei. L’allantoina promuove la rapida proliferazione delle cellule accelerando la guarigione di piccole ferite e scottature leggere. L’aloe vera, invece, grazie ai suoi principi attivi svolge un’azione antinfiammatoria, antipruriginosa e di stimolo delle difese immunitarie della pelle.

I migliori alleati salva-stomaco da mettere nel piatto (Parte 2)

Se non l’avete ancora fatto, ritornate a leggere il nostro articolo che tratta la PARTE 1 !

I migliori alleati salva-stomaco da mettere nel piatto

QUANDO COLPISCE LA GASTRITE RISO GREZZO E CARCIOFI SPENGONO L’INFIAMMAZIONE

Il riso integrale è uno dei principali amici dell’apparato digerente infiammato (come nel caso della gastrite): è molto digeribile e disintossicante. Fallo cuocere a lungo e frullalo con il kuzu (fecola vegetale, nei negozi bio). Mangia questa crema con una zuppa di miso con alga wakame: secondo il medico Franco Berrino, questo pasto è benefico nei casi di infiammazioni al tratto digerente. In caso di gastrite affidati anche all’azione rigenerante delle verdure cotte e “neutre”, come carciofi invernali, cavoli, zucchine, indiviae patate, da abbinare a carni bianche o pesci magri (leggeri e poveri di grassi). Da evitare in caso di gastrite: agrumi e vegetali troppo acidi, formaggi fermentati (come lo zola), insaccati, salame, cibi sott’olio, affumicati o con troppo sale (usato anche come conservante), frutta secca, aglio, spezie e aceto.

L’AIUTO IN PIÙ: I SEMI DI CUMINO

La cattiva digestione a volte si accompagna a un eccesso di gas che causa tensione addominale e gonfiore. Ti aiuta il cumino: i semi super aromatici sono digestivi, disintossicanti e carminativi. Usali per condire o per preparare un infuso da bere dopo un pasto pesante.

E POI FAI IL PIENO DI ENZIMI LI TROVI (ANCHE) NEI FRUTTI ESOTICI

Le difficoltà digestive possono essere causate anche da un deficit enzimatico. Gli enzimi sono gli “operai” che scompongono il cibo che mangiamo in parti più piccole e digeribili: in parte sono prodotti dal corpo, ma alcuni cibi ci aiutano a rinfoltirne le fila e a prevenire i problemi. Sì a germogli, vegetali crudi (finocchi, carote, sedano…), alimenti fermentati e frutta esotica. La papaia ad esempio contiene papaina, enzima che è utile per creare un ambiente sano nello stomaco. Nel kiwi invece c’è l’actinidina, che aiuta a digerire le proteine. Inizia la giornata con una piccola macedonia di kiwi, mela e banana; o dai un tocco esotico alla solita insalata con indivia, papaia, sedano, noci e pera.