Mangiare le fragole allunga la vita?

I dolci frutti della longevità

E’ proprio ad inizio ad aprile che trovi le prime fragole: le loro molecole, secondo la scienza, influenzano i geni che determinano la durata della vita

Chi riesce a resistere alle fragole? I motivi per amare questo frutto dal gusto inconfondibile che già ad aprile torna finalmente  distagione, non mancano di certo. Dolci, rosse e a forma di cuore, le fragole profumano di primavera: la parola stessa viene da fragranse, che in latino significa ” avere un buon profumo, emanare fragranza”. Le fragole sono infatti molto dissetanti ( contengono infatti il 90% d’acqua), antiossidanti e antiffiammatorie, in più possono essere dolcissime con poche calorie ( hanno infatti solo il 5% di zuccheri e quindi 23 kcal ogni 100gr). Tra l’altro la parte “zuccherina” è costituita per lo più da levulosio, uno zucchero ben tollerato anche dai diabetici!

le fragole allungano la vita

La fragola allunga la vita

L’ Istituto Europeo oncologico di Milano hanno rintracciato nelle fragole due molecole che allungano la vita, che influiscono sulle vie genetiche: la fisetina, la stessa che si trova nelle mele e nei cachi e le antocianine, responsabili del colore rosso. Entrambe classificate come flavonoidi, sono sostanze utili alle piante per schermarsi dalle radiazioni UV e hanno una funzione protettiva anche nel corpo umano.

Le fragole contengono anche resveratrolo, un potente antiossidante di solito associato al vino rosso: in realtà fragole, rubes, mirtilli e arachidi ne hanno dosi anche più abbondanti.

Le fragole sono ricche di vitamine e antiossidanti come la A, E,C, il cui fabbisogno giornaliero, in un adulto, può essere soddisfatto con 150 g di fragole.

In più.. apportano sali minerali e attiva il metabolismo. In genere, infatti, associamo le fragole alle vitamine, ma in questi frutti succosi ci sono anche calcio e magnesio ( rinforzanti e antifame), ferro ( rassodante e antianemico), potassio ( drenante ) e in quantità inferiori di iodio e bromo che risvegliano il metabolismo.

Cioccolato e salute: tutti i benefici

Cioccolato, le sue proprietà e i suoi benefici.

cioccolato

Il cioccolato come alleato di cuore, umore e circolazione.

 

Quanti hanno guardato una tavoletta di cioccolato senza fermarsi a pensare a quelle vocine ricche di senso di colpa? Proprio quelle che ci dicono che è troppo dolce, pieno di burro e quindi di calorie! I brufoli sul viso, le maniglie dell’amore, la rovina della dieta!

Ma quanti di noi lo conoscono veramente?

Il cioccolato fondente negli ultimi anni ha avuto un picco di vendite. Da quando si è diffusa quest’abitudine, è facile trovare in giro etichette con percentuali ben evidenziate. Pochi in verità sanno cosa indichi questa cifra. Una barretta di cioccolato in media è composta da:

  • La pasta di cacao, a ridotto contenuto di grassi, È la componente basilare del cioccolato, quello che ne caratterizza l’aroma e tutte le particolarità distinguibili. Migliore è il cioccolato, maggiore è la quantità di pasta di cacao. . Nei cioccolati migliori è l’ingrediente presente in maggiore quantità: dovrebbe essere quindi il primo della lista.
  • Il burro di cacao, è la parte grassa naturalmente presente nei semi di cacao. Ricavata dalla spremitura della pasta è ciò che dona morbidezza e scioglievolezza. Un cioccolato senza burro di cacao potrebbe risultare più duro e meno gradevole al palato. Mentre uno con eccessivo burro di cacao potrebbe essere troppo grasso e poco aromatico.
  • Lo Zucchero. Il cioccolato per legge, deve contenere almeno l’1% di zucchero. Per questo motivo sulle tavolette 100% non riportano la parola “cioccolato” ma “cacao”.

La miscelazione in quantità differenti di queste componenti da la percentuale che leggiamo ogni giorno sulle etichette dei produttori più famosi. Oltre a queste, vengono aggiunti tutti quegli aromi, come vaniglia, latte, arancia e tanti altri, che creano una così ampia varietà di produzione.

 

Le buone notizie

 

La prima dell’elenco informa il pubblico interessato che ben 2/3 dei grassi del cioccolato vengono facilmente desaturati, si tratta quindi di grassi buoni.

Il cioccolato fondente è inoltre ricco di antiossidanti, i rinomati flavonoidi, presenti anche nel vino rosso, negli agrumi e in maggiore quantità nei frutti di bosco e nel tè. In circa 100 grammi di cioccolato fondente possiamo trovare 50-60mg di flavonoidi. Mentre è nulla la presenza di antiossidanti in quello bianco, viene persino resa inefficace se assumiamo del fondente assieme ad un bicchiere di latte.

Molti studi dimostrano come consumare cioccolato stimoli il rilascio di endorfine, capaci di aumentare il buonumore. Contiene serotonina, che svolge un’azione eccitante e antidepressiva. L’ epicatechina invece, agisce sulle fibre del cuore, mantenendo flessibili e dilatate le arterie, così da prevenire problemi cardiaci come quali occlusioni e conseguenti infarti. Contiene un’altra concentrazione di fosforo, praticamente il doppio rispetto al pesce. Questo lo rende ottimo per la memoria. Mentre fluoro, tannini e fosfati contro ogni previsione, inibiscono le carie e limitano lo svilupparsi dei batteri.

Persino quando si è a dieta il cioccolato è permesso. Una quantità di 20 grammi è consigliata in uno spuntino assieme a semi o frutta.

Quindi cosa stiamo aspettando?

Problemi di forfora

Problemi di forfora: perchè alcune persone ne soffrono e altre no.

forfora

La forfora può essere considerata come una dermatite localizzata al capillizio ed è caratterizzata da una sua desquamazione eccessiva. La sua presenza è strettamente dipendente dall’equilibrio
tra le popolazioni di due batteri, normalmente presenti sulle nostre teste. Tale equilibrio risulta essere compromesso proprio nei soggetti che presentano problemi di forfora.

Questo quanto sono sotenuti da uno studio pubblicato su Scientific Reports. In tale ricerca si attribuisce la comparsa della forfora all’aumento del batterio Staphylococcus a discapito del
batterio Propionibacterium.

Per giungere a questa conclusione i ricercatori hanno analizzato campioni di cute superficiale prelevati da un gruppo di volontari.

Quindi, nei soggetti non affetti dalla forfora i due batteri si controllano a vicenda mantenendo un equilibrio che invece viene stravolto in chi soffre di questa comune patologia.

Secondo gli studiosi, coordinati dal ricercatore Menghui Zhang, alla base del fenomeno potrebbe esserci una diminuzione nella produzione di sebo che contiene varie sostanze di cui il Propinibacterium si nutre.

Qui ricordiamo che la produzione massima di sebo solitamente avviene tra i 15 e i 35 anni mentre la forfora tende a comparire a partire dai 40 anni quando la produzione diebo comincia a decrescere.

I ricercatori affermano, infine, che saranno necessari ulteriori studi per comprendere meglio quali siano i meccanismi che influenzano l’ecosistema presente sulla nostra testa e portano alla formazione di forfora. Questo permetterà di capire come è possibile intervenire per ristabilire l’equilibrio tra i due batteri e, magari, aiutare lo sviluppo di shampoo più efficaci per la cura della forfora.

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Running: pro, contro e app dedicate

Running: quando avvicinarsi alla disciplina

running

 

Le app che ti aiutano a migliorare nel running

Una delle prime attività a cui si pensa quando s’intende approcciarsi allo sport è il running. Correre infatti è un’attività che si può svolgere a qualsiasi ora della giornata e in ogni stagione dell’anno. Ma soprattutto non richiede troppo impegno se non quello mentale: cominciare a fare seriamente attività fisica è il primo grande ostacolo da superare.

Ma quello che non si dice spesso è che il running non è un’attività adatta a tutti. E’ opportuno infatti che, chi ha gravi problemi di peso, cominci a praticare attività in maniera dolce e graduale, affiancando allo sport una dieta rigorosamente assegnata da un medico competente.

Oltre agli innumerevoli vantaggi presenta anche degli svantaggi. E’ indubbio che correre sia un’attività benefica per corpo e mente, ma è giusto ricordare che si tratta sempre di uno sport traumatico per il fisico. In particolare i piedi, i tendini e la schiena, essendo sottoposti a continui sforzi, possono risentirne. Proprio per questo motivo la cosa migliore da fare è non sovraccaricare il fisico e scegliere le scarpe giuste.

Per cercare di prevenire problematiche di questo tipo, la prima cosa da fare è analizzare il peso. La corsa è idonea solo per chi ha intenzione di perdere non più di 10/15 KG. Non per curare obesità o grave sovrappeso. Per riuscire a capire meglio a quale categoria si appartiene e quanto peso perdere per tornare normopeso, è possibile calcolare l’indice di massa corporea. Si tratta di un dato relativo al rapporto tra peso e quadrato dell’altezza. Va puntualizzato che si tratta di un parametro approssimativo, che non tiene conto della differenza tra massa grassa e muscolare.

Quando si decide d’iniziare a correre è importante tenere traccia dei propri progressi. A tal fine esistono tre applicazioni che non solo tracciano il percorso realizzato ma indicano anche calorie consumate e frequenza cardiovascolare. Tra queste:

  • Runtastic: applicazione disponibile in diciotto lingue. Grazie a questa app è possibile monitorare il percorso, scaricare piani di allenamento e attivare l’allenatore vocale.
  • Endomondo: prima di utilizzare l’App in maniera continuativa è necessario registrare una “corsa test”. In base a questa, Endomondo crea un piano personalizzato.
  • Runmeter: l’applicazione aggiorna costantemente l’atleta ad intervalli regolari e come Runtastic, mette a disposizione piani di allenamento gratuiti e a pagamento.

Mangiare correttamente la frutta

Mangiare correttamente la frutta: ecco come.

Mangiare correttamente la frutta

Uno degli alimenti più consumati, ma anche tra i più naturali è senza dubbio la frutta.

La frutta, mette a disposizione del nostro organismo una enorme quantità di energia utile a livello sia fisico che mentale. Si tratta di un alimento fondamentale all’interno della nostra dieta, nonostante nella attuale alimentazione “moderna” stia rivestendo un ruolo molto marginale.

In molti pensano che mangiare frutta significhi comprarla, sbucciarla, affettarla e ingerirla, in realtà è importante sapere anche come e quando mangiarla. Sopratutto se rientrate nel gruppo di coloro che affermano che la frutta gonfia o fermenta.

La prima regola è quella di mangiare la frutta a stomaco vuoto e lontano dai pasti. Questo perchè esistono differenti tempi di digestione tra la frutta e ad esempio la pasta, i legumi, la carne, ecc., che molti di noi ignorano.

La frutta, infatti, si digerisce molto velocemente. Rimane circa mezz’ora nello stomaco, per poi passare nell’intestino, dove avviene l’assorbimento delle vitamine e degli altri nutrienti. Mentre carboidrati, proteine e grassi hanno una digestione molto più lunga e complessa.

Occorrerebbe quindi evitare che la frutta trovi sul suo cammino cibo indigerito e residui putrefattivi di pasti precedenti e di digestioni prolungate, creando gas e rigonfiamenti intestinali.

Si dovrebbe assolutamente mangiare la frutta separatamente o comunque prima dei pasti e non alla fine per evitare alcune conseguenze negative, quali:
– La frutta fermenti nell’intestino causando dei gonfiori e dei dolori;
– Iinterferisca nel processo digestivo, causando mal digestione di amidi e proteine;
– Le sostanze nutritive come le vitamine vengono assorbite poco o per niente.

Inoltre, tutti i frutti, compresi quelli cosidetti acidi, come arance, limoni, ananas e pompelmo, una volta all’interno del corpo vengono resi alcalini, se consumati correttamente.

Di fatto, sia la frutta che la verdura hanno la proprietà peculiare di neutralizzare gli acidi che si formano nel nostro organismo. Sono piuttosto le combinazioni errate degli alimenti, un insufficiente consumo di frutta e verdura, troppe proteine animali, i derivati di molti alimenti lattei già altamente concentrati, gli additivi, l’inquinamento dell’aria e dell’acqua, lo stress, ecc., che fanno sì che il nostro corpo si intossichi e si acidifichi.

Un eccesso di acidi tossici è proprio quello che provoca gonfiori anormali, eccesso di peso, cellulite, capelli grigi, calvizie, nervosismo, occhiaie, rughe facciali premature, ed anche gastrite e ulcere che sono il logico risultato dell’acido corrosivo nell’organismo.

Da sottolineare anche che la digestione avviene ad opera di sostanze particolari, chiamate enzimi, che scindono gli alimenti nei loro costituenti fondamentali. Nell’organismo ci sono numerosi enzimi ed ognuno specifico per ogni sostanza e che agisce in specifiche condizioni di acidità (pH).
(A titolo di esempio, citiamo: la ptialina che funziona meglio in ambiente alcalino, la pepsina meglio in uno acido, ecc. )

Per cui quando viene ingerito un alimento si dovrebbero creare le condizioni ideali di acidità affinché l’ambiente sia il più idoneo possibile per favorire l’attività enzimatica. Ma se si associano nel pasto alimenti che hanno esigenze digestive diverse, se non addirittura opposte, questo non può avvenire con il risultato che la digestione è più lenta e difficoltosa e con una serie di sequele a ciò connesse: sonnolenza post-prandiale, bruciore gastrico, senso di pesantezza, gonfiore, meteorismo e più grave produzione di scorie tossiche.

Ecco allora come mangiare la frutta correttamente :

1. Mangiare la frutta a stomaco vuoto o 20-30 minuti prima di mangiare. L’unica eccezione è possibile per ananas, mela, kiwi e papaya che hanno degli enzimi digestivi che facilitano la digestione e che gli permettono di essere mangiati a fine pasto favorendo l’assimilazione del pasto.

2. Tutta la frutta dovrebbe essere consumata fresca e cruda. Lo stesso vale per i succhi di frutta che dovrebbero essere freschi. Se sono stati pastorizzati, come avviene con molti succhi di frutta industriali, sono già acido puro. Un frutto intero è sempre meglio di uno che sia stato spremuto. Però nel caso in cui si ha la tendenza a consumare succhi di frutta, sarebbe consigliato berli a piccoli sorsi e mescolarseli in bocca con la saliva prima di deglutire.

3. Possiamo suddividere la frutta in: dolce, semiacida e acida. Per cui, rientrano nella frutta acida: ananas, arance, clementine, limoni, mandarini, melagrane, pompelmi, ribes; frutta semiacida: albicocche, ciliegie, fragole, mele, pere, pesche, prugne, uva; frutta dolce: banane, datteri, fichi, mele dolci, uva dolce; categoria a sè per melone e anguria.


Queste semplici regole vi permetteranno di consumare questi preziosi alimenti senza fastidi!

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Allenarsi a stomaco vuoto

Allenarsi a stomaco vuoto: funziona?

Allenarsi a stomaco vuoto

Gli esperti dicono di si!

La domanda che in molti si pongono è proprio questa: allenarsi a stomaco vuoto funziona? Oppure è più efficace allenarsi a stomaco pieno?
E’ consigliato mangiare oppure no prima di andare in palestra o allenarsi?

A queste domande è finalmente arrivata una risposta. Gli esperti consigliano infatti di allenarsi a stomaco vuoto!

Questo quanto pubblicato sul Journal of Science and Medicine Sport . In seguito ad uno studio svolto da una equipe della Massey University in Nuova Zelanda, guidata dal Professor Steve Stannard.

La ricerca ha indicato che le persone che si allenano a stomaco vuoto bruciano più grassi, rispetto alle persone che hanno mangiato prima dell’allenamento.

Purtroppo però, questo non è adatto a tutti. Vi sono persone abbastanza tolleranti ad avere un livello di zucchero nel sangue piuttosto basso per cui supportano abbastanza bene anche un allenamento ad alta intensità svolto a stomaco vuoto.
Mentre molti altri possono risentire fortemente la carenza di zuccheri con sintomi quali debolezza, spossatezza e confusione.

Per quanto riguarda nello specifico la suddetta ricerca, è stato messo a punto un programma di allenamento di un mese per alcuni volontari (uomini e donne, tutti ciclisti inesperti) dividendoli in 2 gruppi.

Il primo gruppo ha effettuato un’abbondante colazione a base di carboidrati prima di praticare esercizio fisico. Il secondo si è allenato a stomaco vuoto.

Dai risultati è emerso, innanzitutto una differenza tra i sessi. Per le donne è decisamente meglio alimentarsi prima dell’allenamento rispetto agli uomini.
Mentre per quanto concerne nello specifico gli uomini, i muscoli di coloro che non avevano fatto colazione prima dell’allenamento presentavano una maggiore capacità di bruciare grassi, oltre a dei miglioramenti nella potenza di picco e nella capacità di utilizzare l’ossigeno risparmiando al contempo glicogeno (zucchero di deposito).

Alla luce di ciò sembra dunque che proprio lo stomaco vuoto permetta di bruciare prima il grasso accumulato.

Inoltre, gli esercizi svolti a stomaco vuoto hanno il “dono” di far diminuire la fame, innalzando il metabolismo per il resto della giornata e promuovendo il benessere psicofisico.

Attenzione però, specie nei soggetti non allenati o non abituati a svolgere esercizio fisico l’allenamento a digiuno aumenta il rischio di crisi ipoglicemiche.

Ricordiamo che la comparsa di ipoglicemia è segnalata da vari sintomi, tra i quali:

– pallore
– cefalea e vertigini
– tremore
– irritabilità
– agitazione
– sudorazione fredda
– difficoltà nella concentrazione
– rischio di svenimento.

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Le barrette proteiche

Le barrette proteiche: lo snack perfetto post-allenamento.

Le barrette proteiche
La tua dose giornaliera di proteine.

Le barrette proteiche sono un valido snack per placare quel certo languorino che compare a tradimento quando meno ce lo aspettiamo. Sono pratiche dopo l’allenamento e ideali per spezzare la fame senza aggiungere calorie alla nostra dieta. Non è poi così difficile trovarle in commercio. Ma perché privarsi della sicurezza e del gusto che solo il “fatto in casa” ci garantisce?

Quante volte abbiamo storto il naso per un mix incerto, per un gusto strano, per qualcosa che non ci ha soddisfatto fino in fondo in quella barretta acquistata?

Gli snack casalinghi si sa, non passano mai di moda. Sono più sani, ci concedono il lusso della scelta e della qualità sicura. Questi specialmente, non ci ruberanno neppure troppo tempo in casa. Lasciando a disposizione del nostro stress e degli attacchi di fame improvvisi, una soluzione efficace a portata di mano e di bilancia. Se conservate in un contenitore ermetico, potremo farle durare fino a due settimane fuori dal frigorifero!

Mantenendo alto il livello di vitamine, proteine, fibre e sali minerali, ci permettono di tenere basso l’apporto calorico. Inoltre, tra le ricette, moltissime sono vegetariane e vegan, per tutte le esigenze!

Potendo permetterci di “costruire” noi stessi quello di cui abbiamo bisogno, potremo scegliere ogni combinazione. Ad esempio barrette di sole proteine, barrette miste di proteine e carboidrati, o magari barrette energetiche composte da molti zuccheri. Perché poi non spaziare sulle barrette proteiche senza glutine, senza lattosio, alla soia?

Per variare senza sgarrare è possibile personalizzare le nostre barrette proteiche con aromi naturali, cioccolato fondente, semi tritati, frutta disidratata e chi più ne ha più ne metta, tenendo sempre sotto controllo i valori di carboidrati e calorie.

Una merenda ideale in compagnia di uno yogurt magro che permette di dare sfogo alla propria creatività con mix accattivanti e gustosi ma come scegliere?

Scegli quando

E’ importante bilanciare bene la propria dieta, variare barrette energetiche è importante come variare i pasti. Per la colazione infatti è importante preparare una miscela di proteine, carboidrati, frutta e qualche grasso buono. Per saziare poi dovremmo arrivare ad un compromesso di 50-60g.

Se invece le nostre barrette devono servirci come post-allenamento, è bene calcolare proteine e carboidrati in modo da rimanere attorno ai 15g di proteine e ai 60 di carboidrati per porzione.

Quando la nostra barretta sostituisce gli spuntini di metà mattina e pomeriggio, deve poter appagare il palato e placare la fame fino ai pasti principali. Ovviamente senza alzare i livelli di calorie per non incorrere in quel fastidioso senso di sonnolenza.

Scegli cosa

Il tipo di cereale che metteremo nella barretta farà la differenza nella consistenza. Per uno snack più morbido la migliore soluzione ricade sulle farine integrali.
Se invece è la croccantezza quella che ci stuzzica, i cereali integrali non macinati sapranno soddisfare le esigenze degli sgranocchiatori. In aggiunta a semi di zucca, di girasole, noci e mandorle che sono ricchi di proteine e grassi buoni soddisferanno anche il palato.
Mentre le barrette morbide non necessitano di un ulteriore legante, queste ultime croccanti hanno bisogno di qualcosa che le tenga insieme. Un po’ di farina di soia, di purea di fagioli, patate dolci, miele, burro di arachidi o cioccolato al latte a seconda delle esigenze nutrizionali.

Mentre per le barrette legate con il miele la soluzione è presto detta. Per quelle che hanno bisogno di ulteriore dolcificante possiamo ripiegare su zucchero di canna, che però va fuso nell’impasto. Oppure un dolcificante facilmente solubile come il sucralosio.

Con le aggiunte ci si può sbizzarrire. Semi, quinoa, fagioli e riso, scaglie di cioccolato, frutta disidratata, verdure poco umide e lo yogurt. Purché certo non si esageri nelle quantità per impedire che la barretta si sgretoli. Le spezie poi accontentano sia gli amanti del dolce che del salato. Allora cannella antiossidante, polvere worcestershire, cardamomo, noce moscata, chiodi di garofano, e persino salsa o polvere di soia.

Adesso non rimane altro che creare i mix perfetti per i nostri pasti e spuntini perfetti e casalinghi.

Segui le nostre ricette come quella per le Barrette Proteiche ai Pistacchi.

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I nuovi supermercati Amazon

I nuovi supermercati Amazon: niente più casse.

 

Una app registra i prodotti e la fattura viene inviata direttamente sulla carta di credito.

I nuovi supermercati AmazonUno entra in un supermercato, prende un po’ di prodotti vari, se li mette in borsa e poi esce tranquillamente senza pagare alla cassa. Sembra il più evidente caso di taccheggio al mondo. E invece no. È la nuovissima trovata di Amazon in fatto di spesa intelligente. Si tratta di Amazon Go, un supermercato di nuova concezione dove acquisti e pagamenti sono gestiti in modo totalmente automatico. Il cliente è libero di prendere quello che vuole e lo scontrino virtuale gli viene addebitato direttamente sulla carta di credito.

Ma come avviene tutto questo? I clienti si registrano all’ingresso tramite una app sul cellulare, che li identifica. Da lì in poi sono le telecamere, coordinate da un computer dotatato di un algoritmo particolare, ad annotare tutti i prodotti. Lo scontrino infine viene recapitato quando i sensori posti all’uscita registrano il passaggio del cliente. I nuovi supermercati Amazon promettono di essere veloci, sicuri e di lasciare massima libertà ai clienti. Al momento esiste un solo punto vendita n Blanchard Street a Seattle, ed è aperto solo ai dipendenti Amazon. Si tratta di una “open beta”, ma se i test risulteranno positivi presto potremmo avere store Amazon Go in tutto il mondo.

Tutto rose e fiori quindi per la società americana? Non tanto. Infatti il solo video promozionale a già provocato una violenta reazione da parte di tutto il settore terziario. Sindacati, commessi, cassieri e quant’altro hanno apertamente criticato la proposta, che di fatto li renderebbe disoccupati. Un’altra mozione a sfavore è il fatto che questo metodo ridurebbe ancora di più l’interazione umana, già quasi inesistente. Come finirà quindi questa faccenda? I supermarket totalmente automatizzati diventeranno una realtà concreta? Solo il tempo ce lo dirà.

Cheesecake alle fragole senza cottura

La cheesecake è un dolce freddo molto famoso e amato da tutti, composto da una base di biscotti e da uno strato cremoso di formaggio, zucchero e gelatina (colla di pesce), a cui possono essere aggiunti altri ingredienti, a seconda della variante che si vuole realizzare.

Ecco a voi una ricetta semplice e veloce, perché è senza cottura e non richiede procedimenti complicati per la realizzazione: la cheesecake alle fragole. Si tratta di una torta oltre che buonissima, anche fresca e ottima per concludere un pasto, soprattutto durante le calde giornate estive.

INGREDIENTI:

Per la base:
250 g digestive (o altri biscotti secchi)
130 g di burro
Per la crema:
500 g di philadelphia o altro formaggio cremoso
200 ml panna
120 g zucchero a velo
10 g colla di pesce
1 bustina di vanillina
Per la copertura:
300 g fragole
60 g zucchero
6 g colla di pesce
3 cucchiai succo di limone

cheesecake fragole

Per la base della cheesecake alle fragole: sbriciolate i biscotti e passateli nel mixer, fino a ottenere una polvere. Aggiungete il burro fuso e amalgamate bene. Versate il composto su una teglia a cerniera di 24cm ricoperta da carta forno e appiattitelo sul fondo con un cucchiaio in maniera omogenea, fino a formare una base, quindi riponete in frigorifero mentre preparate la crema. Per la crema: ammorbidite il formaggio con le fruste e lavorate con lo zucchero a velo e la vanillina, fino a ottenere un composto liscio e cremoso.

Mettete la colla di pesce in una ciotola con l’acqua fredda per 10 minuti. Trascorso il tempo, in un pentolino scaldate 4 cucchiai di panna e aggiungete la colla di pesce ben strizzata, mescolando con un cucchiaio finché quest’ultima si sarà sciolta. Lasciate intiepidire giusto 2 minuti il liquido, quindi versatelo a filo nel composto al formaggio e nel frattempo amalgamate con le fruste elettriche; successivamente, aggiungete la panna montata e incorporate con una spatola. Prendete la base dal frigo e versatevi sopra la crema ottenuta, pareggiandola con una spatola. Rimettete la cheesecake in frigorifero e nel frattempo preparate il topping alle fragole.

Per il topping alle fragole: inserite la colla di pesce in una ciotola con acqua fredda e tenete da parte. In un pentolino, mettete le fragole tagliate, lo zucchero e il succo di limone. Portate a bollore, fate sciogliere lo zucchero e mescolate, fino a quando non si sarà formata una salsa. Spegnete il fuoco e, con un minipimer, rendete le fragole a purea. Rimettete sul fuoco e aggiungete la colla di pesce strizzata nella purea di fragole, mescolando con un cucchiaio fino a quando si sarà sciolta, quindi spegnete.

Lasciate intiepidire la salsa ottenuta per 15 minuti, quindi versatela sopra la torta, fino a coprire la superficie.  A questo punto, riponete in frigo per almeno 4-6 ore. Et voilà! Guardate come risulterà bella la vostra cheesecake alle fragole senza cottura.

Problema sedentarietà?

Ci sono persone che sono abituate a camminare quotidianamente, mentre altre, dopo lunghi periodi di inattività fisica, trovano difficoltà nel praticare uno sport qualsiasi, come anche andare a camminare. Rimanere per tanto tempo fermi può provocare diverse conseguenze negative al nostro organismo e alla nostra mente.

Oggi giorno passiamo troppo tempo seduti: In ufficio, a casa davanti alla tv, al computer, in autobus. I rischi di questa cattiva abitudine non sono da sottovalutare per niente.

Fare una vita sedentaria, infatti, espone ad un rischio maggiore di morte prematura, perchè rende il fisico più vulnerabile a malattie cardiache, diabete, etc.. Eppure, nonostante gli studi e le ricerche che vengono effettuate ogni giorno, sono in molti ad ammettere di non aver mai svolto attività fisica e di avere uno stile di vita sedentario.

sedentarietà

Quali sono i rischi nell’ adattare una vita sedentaria?

  • L’inattività fisica aumenta il rischio di cancro;
  • La circolazione subisce danni tale da far insorgere problemi cardiaci: ictus, infarto, insufficienza cardiaca etc..
  • L’aumento di peso e l’obesità sono una conseguenza frequente della sedentarietà;
  • Lo scarso movimento agevola tutti i problemi articolari e ossei, ( come artrite e osteoporosi);
  • Il metabolismo rallenta.

Come rompere la sedentarietà:

Oltre a svolgere un’attività fisica costante per rimediare alla sedentarietà, bisognerebbe programmare una serie di pause di 3 minuti ogni mezz’ora, utile per staccarsi dal lavoro o da una qualsiasi attività.

L’inattività fisica, comunque, accomuna una buona fetta della popolazione mondiale. Avere uno stile di vita sedentario può determinare infatti un calo dell’umorestati di depressione, ed un invecchiamento precoce.

Ma il problema sussiste anche quando torniamo a casa. Ci sentiamo sempre stanchi e la voglia di uscire per andare in palestra o anche correre, non persiste. Alla base di tutto come per ogni cosa è la volontà di migliorarsi e stare bene fisicamente e mentalmente.

Ad ogni modo è possibile tornare o mantenersi in forma attraverso la combinazione di esercizi aerobici in modo semplice e con uno sforzo di pochi minuti al giorno. Leggi il nostro articolo in merito alla ginnastica in casa.