Flexi dandy – Il ritorno della barba rasata

A crescere negli ultimi anni sono stati i prodotti per barba e capelli. Il motivo? In quanto è subentrato nella moda di tutti i giorni l’uomo, sempre metropolitano, con un look da taglialegna, la barba lunga e la camicia di flanella a scacchi. Potremmo definirlo una sottocategoria dell’hipster. Man mano che la barba dell’hipster è cresciuta, i prodotti per curarla si sono moltiplicati, e quindi le vendite di ques’ultimi. La tendenza però continua ad evolversi, e si fa strada la figura dello Yuccie (Young urban creative). Il rasoio, i pettini e le lamette non sono più rivolti alla barba, che rimane lunga e curata, ma a tutto il resto, per un’opera di eliminazione dei peli che in America chiamano discretamente manscaping, disciplina paesaggistica rivolta al proprio corpo.

Flexi dandy - Il ritorno della barba rasata

Mentre adesso a che punto siamo? Possiamo iniziare a parlare di flexi dandy, i nuovi uomini dallo stile flessibile, che alternano senza problemi la barba da boscaiolo al viso liscio e pulito dell’ex bravo ragazzo.

  • Barba molto corta, stile sdrucito: Questa è la tipica barba di 2/3 giorni, ovvero quella appena accennata e associata ad un look sdrucito. Per mantenerla basta solamente impostare il pettine del rasoio tra 1,5 e 3 millimetri.
  • Pizzetto stile anni ’90: Ecco che parliamo del grande ritorno del pizzetto. Ma non parliamo del pizzetto stile “dandy” ovvero rileccato e definito, perchè la tendenza lo vede invece molto più naturale.
  • I baffi: O li si ama o li si odia. Quest’ anno li vede in comunione con la barba rasata, specialmente se si desidera un look un po’ stile anni ’70.

Fatto sta che, qualsiasi sia stata l’ evoluzione dell’uomo negli ultimi 10 anni, a guadagnarci è stato proprio il mercato del beauty, soprattutto quello di barba e capelli, tornati di prepotenza la fonte principale della bellezza maschile.

Quando l’integrale fa male all’intestino

Ci viene detto spesso di consumare preferibilmente del cibo integrale, ma a volte questi alimenti possono dare fastidio al tuo intestino. Quindi in cosa sbagliamo? e come mai sentiamo questi effetti collaterali ? e perchè il cibo integrale fa male all’intestino ?

integrale fa male all'intestinoNormalmente ingerire del cibo integrale può aiutare a svegliare l’intestino e superare stitichezza e gonfiori. Una cosa molto importate è quello di fare attenzione all’ acquisto delle farine integrali, perchè molte non sono affatto pure! Quelle che si trovano in commercio sono per lo più preparate con farine raffinate cui viene aggiunta della crusca o farine integrali ottenute tramite mulino elettrico. Quindi il risultato può insorgere in un forte sintomo di peristalsi. Il che può inizialmente giovare a chi è stitico, ma ad altri può creare problemi.

Quindi, in caso di un’ intestino irritato, come possiamo consumare cibi integrali?

  • l’utilizzo di proteine ad ogni pasto, partendo già dalla prima colazione;
  • la divisione del piatto in proteine, vegetali e carboidrati;
  • l’apertura del pasto con un frutto o di una verdura scondita;
  • la riduzione al minimo del consumo di zucchero e di altri dolcificanti in bevande e prodotti industriali che ne contengono.

Per questo i cibi integrali non vanno bene sempre e per tutti. Il cibo integrale fa male all’intestino e può avere un’azione irritante, pertanto non sono indicati  per coloro che soffrono di colon irritabile o di diverticolite, che in generale devono preferire una dieta povera di fibre.

Se consumando del cibo integrali ti fa male, interrompi subito l’assunzione e  contatta un medico. Nel caso è possibile farsi prescrivere delle analisi specifiche per capire la gravità del problema.

Gli sport per mantenersi in forma quando fa caldo

In estate, si sa, ci si abbandona al caldo e al sole perenne e lasciamo qualsiasi attività che richiede un grande sforzo fisico, proprio perchè ci sentiamo stanchi e annoiati. Fare esercizio è sano e praticarlo all’aria aperta è sempre meglio che tra le mura di casa. Magari, proprio a causa del caldo, possiamo avere la possibilità di provare una nuova attività o corso. Ecco quindi la lista di alcuni sport da praticare per mantenersi in forma quando fa caldo:Gli sport per mantenersi in forma quando fa caldo

  • Trampolino elastico: Saltare su un trampolino è un’eccezionale attività aerobica che coinvolge gambe, glutei e busto.  
  • Arrampicata: Il rock climbing è un esercizio fantastico per la parte superiore del corpo, perché ne aumenta la forza e la flessibilità.
  • Nuoto: Non c’è niente di meglio che praticare dello sport in acqua: non si suda e si rimane sempre ” freschi “. Addirittura provare a nuotare in un lago o in un mare in acque fredde porta a tonificante il corpo, stimolare il sistema immunitario, migliorare la circolazione e abbassare la pressione.
  • Salto con la cordaAttività motoria economica ed efficace, saltare la corda permette di bruciare moltissime calorie in pochissimo tempo. Inoltre tonifica tutto il corpo e fa bene al cuore.
  • Running e jogging: ottimi alleati per la circolazione sanguigna. Per iniziare sono due attività molto adatte, a costo zero, che ti permette di stare a contatto con il “Mondo esterno”, ed allo stesso tempo,goderti delle bellissime passeggiate.
  • Acquagym: Sempre più diffusa nei campeggi Italiani e nei lidi in generale. Questa attività a ritmo di musica viene organizzata a orari prestabiliti e condotta da un istruttore. È gratuita e tutti possono partecipare. Attenzione, però, a evitare le ore più calde e a seguire il proprio ritmo e livello di allenamento, senza voler “strafare”.
  • Beach volley: Le spiagge italiane sono quasi sempre attrezzate con reti e campetto che ospitano interminabili partite. Il lato positivo di praticare questi sport in spiaggia è che solitamente c’è spazio per tutti, dai più bravi ed allenati, fino ai bambini. Inoltre si ha la possibilità di svolgere un buon allenamento fisico, in particolare con la pallavolo, che migliora la coordinazione e l’equilibrio del corpo.

L’importanza di bere acqua

Il nostro corpo è composto da acqua e per rimanere reidratato ha bisogno in media di 2-3 litri. Il resto del fabbisogno è soddisfatto da alimenti che contengono acqua, soprattutto frutta e verdure, i migliori cibi idratanti. Gli esperti consigliano di bere così tanto proprio per le sue proprietà e questo fabbisogno aumenta in caso di malattia, fumo, dissenteria, etc..L'importanza di bere acqua

Se il nostro corpo è carente di acqua lo si percepisce subito,come per esempio la mancanza di concentrazione in quanto il rendimento mentale diminuisce. Con una perdita del 4% di acqua le difficoltà intellettive aumentano e il rendimento fisico è dimezzato; si avvertono anche dei crampi. Una perdita maggiore, per fortuna abbastanza rara, può portare anche a problemi gravi come ictus e infarto.

Oltre a problemi a livello “mentale” la carenza di idratazione si manifesta anche con pelle, bocca e occhi secchi. In particolare, si sente un sapore sgradevole in bocca, gli occhi sono irritati e la pelle perde luminosità e morbidezza e invecchia prima del tempo.

  •  Aumentano i dolori articolari: perchè queste sono composte dall’80% di acqua;
  • La massa muscolare diminuisce perché anche i muscoli sono costituiti in massima parte da acqua.
  • Aumentano gli attacchi di fame: spesso la sete viene scambiata per fame, con le evidenti conseguenze di sovrappeso.
  • Si rischia la stitichezza: le feci se non sono idratate sono più difficili da espellere.
  • Si aggravano ritenzione idrica e cellulite.

Quando il nostro corpo ci chiede di bere acqua?

  • Durante l’attività fisica: per una maggiore sudorazione;
  •  Alta quota:  si disperde una maggiore quantità d’acqua corporea;
  • Quando si suda molto;
  • Perdite idriche dovute ad attacchi di diarrea o vomito;
  • Dopo aver fatto una sauna o un bagno turco.

Intolleranza al lattosio

Non è raro sentir parlare di intolleranza al lattosio, infatti quasi la metà della popolazione adulta italiana soffre di questo disturbo. Questa indisposizione è particolarmente comune, con percentuali più alte nelle regioni meridionali, dove arriviamo al 70%. Ma che cosa è l’intolleranza al lattosio e come conviverci, se non si vuole rinunciare al latte e ai suoi derivati magari per abitudini o semplicemente per una questione di gusto.Intolleranza al lattosio

Tutti i mammiferi digeriscono il latte grazie ad un enzima presente nell’ intestino, la lattasi, che scompone lo zucchero lattosio nei suoi due costituenti, il glucosio e il galattosio, che possono essere così assorbiti dal nostro intestino. Se manca la lattasi o se è presente in quantità insufficienti, il lattosio non viene scomposto, passa direttamente nell’ intestino e viene “attaccato” dalla flora batterica, portando gonfiore allo stomaco e malessere.

L’intolleranza al lattosio varia da individuo a individuo, anche chi non è del tutto intollerante può avere difficoltà di digestione in relazione ad una mancanza parziale di lattasi. Quando la lattasi manca o quando l’organismo non ne produce a sufficienza; il latte diventa difficile da digerire, lasciando una fastidiosa sensazione di pesantezza e spossatezza.

Quindi, ricapitolando, tra i più comuni, che compaiono poco dopo aver assunto alimenti contenenti lattosio, ci sono:

  • dolori addominali, crampi addominali, distensione addominale
  • digestione lenta, pesantezza di stomaco, gonfiore gastrico
  • gonfiore addominale, flatulenza, meteorismo
  • mal di testa
  • stitichezza

Il manifestarsi dei sintomi sono associati al cibo consumato come anche alla velocità di svuotamento gastrico. Ad esempio, se il lattosio viene assunto insieme a carboidrati che aumentano la velocità di svuotamento gastrico, i sintomi saranno intensi: viceversa, se ingerito insieme ai grassi;che riducono la velocità di svuotamento gastrico, possono essere molto ridotti o addirittura assenti.

Fare una diagnosi è importante in modo da poter escludere dalla dieta in modo totale o parziale; i cibi che contengono lattosio, e i farmaci in cui è presente come eccipiente.

Quindi se anche te una volta consumato prodotti che contengono lattosio non ti senti tanto bene, consulta un medico e provvedi a fissare un appuntamento.

Passione yogurt!

Lo yogurt è uno degli alimenti che contiene più probiotici di tutti. Parliamo dei famosi “batteri buoni” che mantengono in buono stato la flora intestinale e stimolano il sistema immunitario. Buon digestivo e antinfiammatorio intestinale, lo yogurt porta dei benefici come per esempio quello di rendere bella la pelle, previene la candida, e anche a livello neurologico lo yogurt è un benefico alleato del buonumore. 

Passione yogurt!Consumare almeno uno yogurt al giorno può essere una buona abitudine. 

Lo yogurt tradizionale, infatti, che contiene solamente i ceppi batterici derivanti dalla fermentazione del latte, non è così efficace sulla flora batterica quanto invece è lo yogurt al quale sono stati aggiunti altri ceppi.

Anche lo yogurt greco è un prodotto ben digeribile, meglio se scremato. Il greco è più calorico rispetto allo yogurt classico: quasi 100 kcal nella versione “intera” e 57 kcal nella versione “magra”. Gli intolleranti al lattosio e i vegetariani preferiranno lo yogurt di soia.

Buono lo yogurt, si, ma con l’aggiunta di frutta fresca o  gocce di cioccolato fondente rende il tutto molto più goloso

Proprietà e benefici dello yogurt

Come abbiamo spiegato precedentemente, lo yogurt intero contiene proteine, carboidrati, grassi, una buona percentuale di calcio, vitamine, soprattutto quelle del gruppo B. Alimento molto saziante, adatto nelle diete ipocaloriche, favorisce il ricambio della bile e riequilibra il colesterolo.

Anche coloro che soffrono di intolleranza al lattosio possono trarre i benefici da questo alimento, perché il lattosio, attraverso la fermentazione, si scinde in due zuccheri, il glucosio e il galattosio, facilmente assimilabili dall’organismo.

Gli yogurt interi bianchi in commercio hanno più o meno gli stessi valori nutrizionali e la preferenza può dipendere dal numero di fermenti vivi riportati sulla confezione. Altri yogurt alla frutta, ai cereali, ecc. sono valutati anche in base al contenuto calorico.

A passi di… zumba!

Si..lo sappiamo.. tra poco inizia l’estate e non ci sentiamo per niente in forma. L’unica cosa che abbiamo ora è il perenne panico da dimagrimento istantaneo e veloce. Ma fermi tutti, non c’è niente di peggio che cercare di fare diete particolari che ti promettono di dimagrire tanti chili in pochi giorni.A passi di... zumba!

Quindi niente paura, anzi,  se ti piace il ritmo e non vedi l’ora di scatenarti puoi sempre scegliere tra i tantissimi servizi che ti propongono le palestre, come del resto la nostra!. Uno dei corsi che consigliamo, che allo stesso tempo ti fanno dimagrire e divertirti è di certo la Zumba, perchè inizi a bruciare calorie senza nemmeno accorgerti. Questo tipo di allenamento è infatti ideale per le persone a cui piace ballare o comunque seguire alcuni passi di danza coordinati in coreografie semplici, complementari a esercizi fitness più conosciuti. Quindi se vi sentite pronti a scatenarvi nella danza ed allo stesso tempo tonificare il corpo, considerate la Zumba come tipo di allenamento che fa per voi.

Zumba: un metodo efficace per bruciare calorie

La zumba è un l’allenamento completo ed efficace. Alcuni ricercatori  hanno dimostrato che praticare Zumba due o tre volte alla settimana può realmente aiutarci a bruciare il grasso in eccesso. Non dimentichiamoci che le regole di base per perdere peso sono l’allenamento cardio-vascolare.

Se invece il nostro obiettivo è la perdita di peso; dovremmo assicurarci di svolgere almeno cento ottanta minuti di attività intensa che tradotto nel linguaggio Zumba sarebbe come partecipare ad un allenamento di tre ore alla settimana.

Una cosa importante per chi sta iniziando da poco a frequentare questi tipi di lezioni è che non bisogna mai strafare. Magari si consiglia di iniziare la prima settimana con tre sessioni di circa 20 minuti ciascuna. Dopodiché, ovviamente considerando i limiti fisici di ognuno; si potrà implementare l’allenamento fino ad un’ora, ovvero una lezione completa di Zumba Fitness, sempre per tre sessioni alla settimana.

Direttamente dal mare, le alghe!

Le alghe, un alimento molto utilizzato in Giappone e che ha spopolato anche qui in Italia. Questi si distinguono in più generi a seconda del colore:

  • Le alghe verdi e verdi-azzurre sono quelle con un maggior contenuto di clorofilla e con un più spiccato potere depurativo
  • alghe rosse, che devono il loro colore alla presenza di ficoeritrina e che hanno una struttura ricca di carbonato di calcio
  • alghe brune, in cui sono presenti carotenoidi e fucoxantina, sono le più sfruttate a scopo dimagrante.Direttamente dal mare, le alghe!

E’ possibile trovarli nei negozi di alimentazione naturale, in genere confezionate sottovuoto da “rinfrescare“ mettendole a riposare in acqua per una decina di minuti. Esistono anche in versione “secca“ o già sminuzzate in polvere da aggiungere a piatti di ogni tipo, dalle zuppe, alle insalate, ai risotti.

Cosa contengono le alghe?

Oltre a contenere in quantità elevata le vitamine A, D, Kquelle del gruppo B, le alghe contengono ferro, calcio, rame, zinco, sodiomagnesio, fosforo, potassio e iodio.

Proprio grazie alla presenza dello iodio, stimolano il metabolismo e aiutano a prevenire i disturbi della tiroide,mentre ferro e calcio sono un valido aiuto nella cura dei disturbi osteoarticolari. Il consumo di alghe, per via dello iodio, va valutato con il medico se si stanno assumendo farmaci per la tiroide.

I principali benefici della alghe

  • Riequilibrare la pressione alta.
  • Ridurre l’appetito eccessivo.
  • Prevenire l’osteoporosi.
  • Regolarizzare il colesterolo.
  • Contrastare la cellulite.
  • Diminuire la ritenzione idrica.
  • Combattere l’ipotiroidismo.
  • Alleviare i sintomi della gastrite e i disturbi intestinali.
  • Rendere i denti più forti.

In Natura esistono tantissime specie, differenti per forma, colore e dimensione. Ecco alcune di quelle più conosciute e diffuse:

  • ARAME: stimola il metabolismo lento. Grazie alla presenza di iodio e di fucoxantina stimolano il metabolismo. Inoltre possiedono proprietà ipotensive, antivirali e antiossidanti. Queste hanno un sapore dolce e delicato, sono ottime anche bollite, come contorno.
  • DULSE: aiuta la digestione. Si tratta di un’alga rossa che ha proprietà digestive ed è ideale nelle diete ipocaloriche.

Ginnastica in ufficio

Lavorare tutto il giorno, lo sappiamo tutti, ti stanca e ti fa arrivare a fine giornata senza forze. Per questa ragione tante persone non vanno in palestra o comunque non praticano dello sport. Ritagliarsi dello spazio per se stessi non è mai semplice, figuriamoci fare del movimento perchè si è obbligati a farlo. E allora ecco una ginnastica da fare in ufficio, perfetta se stai per ore seduta alla scrivania, dietro allo schermo di un computer: così la postura si curva, le spalle si piegano, il corpo si lascia andare. Il lavoro in ufficio è l’emblema della sedentarietà. Perché non sfruttare una piccola pausa o qualche minuto dell’intervallo per fare un po’ di movimento ?Ginnastica in ufficio

Ecco qui alcuni esercizi che ti consentiranno di riattivare la circolazione, con evidenti benefici sul fronte della prevenzione di ritenzione idricacellulite, e in più ti eviteranno quegli indolenzimenti che si manifestano se si sta a lungo seduti. Puoi farli in sequenza o sceglierne alcuni, da ripetere più volte durante la tua giornata.

Esercizi per la schiena

Restando seduta sulla sedia, incrocia le mani dietro la testa, allargando per bene i gomiti e tenendo la schiena dritta. Sempre senza curvarti, inclina il busto in avanti e poi risali lentamente. Fai otto serie da tre ripetizioni ciascuna.

Esercizi per il collo

Seduto su una sedia, piega lentamente il collo lateralmente, prima verso destra, mantenendo la posizione per un paio di secondi, e quindi verso sinistra. Ripeti la sequenza per otto volte.

Esercizi per le gambe

In piedi, in posizione ben dritta, con i piedi alla larghezza delle spalle e le mani appoggiate alla scrivania, piega le ginocchia lentamente, fino a formare con esse un angolo retto. Risali lentamente, tornando alla posizione iniziale. Fai tre serie da 10 ripetizioni ciascuna.

Come smettere di sfogarsi sul cibo

È qualcosa che conosciamo tutti o perché l’abbiamo fatto in alcuni periodi della vita o perché conosciamo qualcuno che utilizza questa modalità per gestire i momenti difficili per riversare il suo stato d’animo. Quando il cibo cessa di essere nutrimento del corpo e diventa compensazione di un vuoto, bisogna trovare un’ alternativa più che valida che possa farci stare meglio.Come smettere di sfogarsi sul cibo

Non sappiamo se possiamo definirla una “malattia” per così dire, come può essere l’anoressia o la bulimia, ma in ogni caso è sinonimo di stress e di malessere.

Gli effetti del cibo

Gli effetti dello “sfogarsi sul cibo” sono evidenti come l’aumento delle persone in sovrappeso e patologie legate al metabolismo. Lo schema è semplice: la persona sta vivendo un periodo di notevole tensione emotiva; che non riesce a contenere o a elaborare a livello psichico e mentale e trova, nello sfogarsi sul cibo o nel mangiare sempre di più, lo scarico a questa tensione e un equilibrio.

Il cibo diventa quindi l’unica fonte di piacere in quel momento, in mancanza di altri modi. Sfogarsi sul cibo appaga in un sol colpo tutto il piacere mancante in quel momento. È un bisogno che scatta quando nella persona, sottoposta a una serie di difficoltà, impegni, preoccupazioni e responsabilità, le tensioni derivanti da questi ambiti.  Si arriva ad un punto in cui tutto questo è troppo e il nostro cervello non ha modo di placarlo. E per questo che anche “l’azzannare” l’alimento; costituisce l’ azione che fanno vivere non solo il piacere non vissuto, ma anche quello che viene ripetutamente frustrato: mancati riconoscimenti sul lavoro, essere obbligati a fare un’attività che non piace, fare una vita quotidiana soltanto dedita ai doveri etc..

La maggior parte delle volte deriva da un evento/ pensiero stressante. In questi casi è necessario riorganizzare lo stile di vita. La persona sta letteralmente aggredendo il tempo, “ingurgitando” un impegno via l’altro. Occorre un atteggiamento diverso verso il cibo e sopratutto lavorare su se stessi per distinguere le esigenze legati all’organismo o allo stress.