Broccoli, concentrato di virtù

Broccoli, concentrato di virtù. Scopriamolo insieme.

Si portano in tavola nel periodo invernale; ma alcune varietà arrivano fino alla primavera. Sono ricchi di proprietà benefiche per il nostro organismo; non solo aiutano a depurarlo ma hanno anche buone quantità di vitamina C e altre sostanze antiossidanti e soprattutto antitumorali.

Broccoli, concentrato di virtù

Parliamo dei broccoli, un vero e proprio concentrato di salute.

1. Per la prevenzione dei tumori
I broccoli fanno parte della famiglia delle brassicacee o crucifere, insieme a cavolfiore, cavolo verza, cavolo cappuccio, cavolini di Bruxelles, rucola, cime di rapa.
Tutte le crucifere possiedono importanti proprietà antitumorali grazie alla presenza di glucosinolati, sostanze capaci di inibire alcune fasi della carcinogenesi (processo che trasforma cellule normali in cancerose) e indurre l’apopotosi (morte cellulare programmata) di numerose cellule.
In virtù di questa proprietà anti-cancro, i broccoli sono considerati verui e propri alimenti cosiddetti funzionali; ovvero cibi che, aldilà delle proprietà nutritive di base, sono in grado di influire positivamente su una o più funzioni fisiologiche.

2. Alleati della linea e dell’intestino
Ricco di fibra e povero di calorie, il broccolo si rivela un ottimo alleato della dieta, anche grazie alle grandi proprietà sazianti e di riduzione dell’assorbimento degli zuccheri.
La fibra presente è soprattutto quella di tipo insolubi8le, non fermentabile, che assorbe grandi quantità di acqua aumentando il volume delle feci. Questo permette di stimolare la velocità del transito intestinale e, di conseguenza, diminuire l’assorbimento di nutrienti; altro motivo per cui è indicato nelle diete dimagranti, oltre che in quelle per stipsi.

3. Ossa più sane e forti
E’ uno dei cibi più ricchi di calcio: con 126 milligrammi di calcio ogni 100gr, il suo contenuto di questo prezioso minerale è paragonabile a quello dei latticini.
Inolktre sono una buona fonte di vitamina K, sostanza essenziale per ossa, denti e unghia sani.

4. Pressione sotto controllo
Povero di sodio, è invece un’ottima fonte di potassio, aspetto che lo rende ideale nelle diete iposodiche per ipertensione.

5. Una miniera di vitamine e minerali
Tra le vitamine è molto ricco di vitamina C; mentre per quanto riguarda i minerali è tra le verdure più ricche di zinco e ha un discreto contenuto in magnesio.

6. Preziosi in gravidanza
Come tutte le verdure a foglia verde, sono molto ricchi di folati. Questa caratteristica li rende un ottimo alimento da consumare in gravidanza, specialmente in pre-concepimento e nel primo trimestre, quando l’apporto di acido folico deve essere aumentato per ridurre il rischio di patologie del tubo neurale nel nascituro.

broccoli
Broccoli, concentrato di virtù

Calendula

Calendula, pianta del sole alleata della donna.

Come abbiamo sostenuto anche all’interno di altri articoli, non è necessario andare a cercare piante di paesi lontani per trovare rimedi eccezionali e molto versatili.

La calendula, con i suoi fiori arancioni intensi e la forma di un piccolo sole è uno di questi.

Già nell’osservarla ci dona energia, calore e vitalità. Un concentrato di luce anche in una giornata grigia.Calendula, pianta del sole alleata della donna.
Si tratta di una pianta storicamente utilizzata per la cura e la riparazione della pelle arrossata e irritata dal sole o da altri fattori. Un uso di particolare importanza si riscontra nell’eritema da pannolino dei lattanti; nelle ulcerazioni o screpolature della pelle causate da detersivi; negli eczemi e scottature di varia orgine.

Secondo la farmacopea tedesca trova impiego nelle vene varicose e nelle ferite che stentano a cicatrizzare perchè promuove la rigenerazione delle cellule epidermiche e possiede attività antibatterica contro stafilococchi e streptococchi.

Come ha un effetto lenitivo e cicatrizzante sulla pelle, così trasporta questa sua efficacia anche sulle mucose dello stomaco e intestino se assunta per via interna.
Oppure si può utilizzare l’infuso concentrato o gli estratti per lavaggi o semicupi in caso di irritazioni intime, emorroidi o in seguito a lacerazioni da parto.

La calendula è una grande alleata per la donna; il suo nome deriva dal latino “calende” che indicava il primo giorno del mese nel calendario romano con i mesi lunari di 28 giorni.
Venne chiamata in questo modo per la gran de frequenza e la ritmicità con cui fiorisce e, non a caso, è una pianta di grande supporto per le “ritmicità mensili” della donna; trova infatti efficace impiego nel contrastare i dolori mestruali e i crampi del basso ventre e regolarizza le mestruazioni.

Un’ultima curiosità. Secondo l’abate Kneipp i fiori di calendula sono il “barometro del contadino”. Se sono ancora chiusi dopo le 7 del mattino, in giornata pioverà; se invece sono aperti tra le 6 e le 7, non pioverà affatto.

La scelta del colore del piatto influenza il dimagrimento

La scelta del colore del piatto influenza il dimagrimento. A sostenerlo la scienza.

La scelta del colore del piatto influenza il dimagrimento

Solitamente per seguire una dieta ci si deve scontrare con porzioni e conteggio delle calorie. O almeno sino ad oggi…

Un recente studio condotto dalla Cornell University, nello Stato di New York, suggerisce infatti che a essere fondamentale per il controllo del peso non è la quantità. Bensì il contrasto cromatico tra il piatto e il cibo che contiene.

I ricercatori lo hanno scoperto dopo aver coinvolto diversi gruppi formati da 60 persone ciascuno. Questi sono stati sottoposti a un test durante un buffet servito nel corso di una riunione del college nello stato di New York.

I partecipanti potevano scegliere tra pasta al pomodoro o con “salsa Alfredo”. Noto condimento “italiano”,  molto in voga negli States, fatto con besciamella, panna e parmigiano.

Il cibo è stato servito in modo casuale sia in piatti rossi che bianchi; mentre le porzioni sono state pesate con bilance nascoste.

E’ emerso che i partecipanti che avevano un basso contrasto tra il cibo e i piatti, ad esempio per la pasta con salsa Alfredo su un piatto bianco;  o pasta con salsa di pomodoro su un piatto rosso;  hanno mangiato ben il 22% di cibo in più. Circa 32 grammi, rispetto a coloro che avevano fatto un pranzo con un elevato “contrasto” tra il cibo e la stoviglia. Cioè pasta con salsa di pomodoro su un piatto bianco o pasta con salsa Alfredo su un piatto rosso.

Anche in un altro studio condotto presso il Georgia Institute of Technology, è stato evidenziato che il contrasto del colore del piatto con quello dell’alimento può portare a ridurre anche del 21% la porzione. Sottolineando anche dei benefici quando viene scelto un colore della tovaglia adeguato; in questo caso la riduzione della porzione è stimata intorno al 10 per cento.

Un ulteriore ricerca è stata condotta da un gruppo di ricercatori dell’Università di Basilea (in Svizzera). Poi pubblicato sulla rivista Appetite. In questo caso  si afferma che se si colora la tavola di rosso (tovaglia, piatti e bicchieri), si porta a una diminuzione generale delle porzioni. E,  di conseguenza, può essere un trucco che ci aiuta a dimagrire.La scelta del colore del piatto influenza il dimagrimento

La scelta di un bicchiere rosso, e non di altro colore, può essere ad esempio utile per ridurre il consumo di birra. Così come vino o altre bevande gasate;  che, nel tempo, possono farci prendere qualche chilogrammo.

I risultati della ricerca svizzera sono frutto di una piccola indagine condotta su 109 persone. A tutti sono state offerte delle ciambelle salate ma su piatti di colori diversi: bianco, rosso e blu.

Le persone che prendevano il cibo dal piatto di colore rosso si accontentavano, in media, di circa la metà della porzione. Rispetto agli altri volontari.

Ricordatelo la prossima volta che sceglierete il piatto della vostra portata.

Ne va della vostra linea!!

Burnout

Burnout. Come prevenire l'”esaurimento da lavoro”.

Riguarda soprattutto chi lavora nelle cosiddette professioni di aiuto, come medici e infermieri. Avvocati, poliziotti, educatori e volontari. Tutte persone che quotidianamente si trovano a gestire problemi ed emozioni di persone in difficoltà.

Può arrivare a riguardare però anche chi in diversi ambiti è sottoposto ad un costante stress lavorativo per diverse ragioni (carico eccessivo, poca gratificazione, relazioni difficili con i colleghi, ecc).Burnout. Come prevenire l'"esaurimento da lavoro".

Parliamo della sindrome di Burnout, disturbo in costante aumento, il cui nome può essere tradotto in “bruciato”, “scoppiato”, “esaurito”.

Come riconoscerla prima che sia troppo tardi? E soprattutto come prevenirla?

Intanto, la scelta di questo nome deriva da una caratteristica specifica della sindrome: un esaurimento emotivo derivante dalla peculiarità delle mansioni lavorative svolte, oltre che dalla capacità di risposta funzionale o disfunzionale allo stress.

Essa può essere individuata e riconosciuta grazie ad alcune sensazioni tipiche dell’esperienza:

Esaurimento emotivo. Senso di impotenza, tensione, impazienza e demotivazione. La persona sente di non avere più nulla da offrire agli utenti e ai colleghi , come se avesse le batterie scariche.

Depersonalizzazione. Aspetto di distacco e distanziamento dalle persone in un primo tempo (depersonalizzazione) e dal lavoro successivamente (cinismo). E’ stata identificata come un meccanismo di difesa e di copong (cioè adattamento); un modo per proteggere se stessi dall’intensa attivazione affettiva ed emozionale evocata dalla situazioine lavorativa.

Senso di inefficacia personale. Perdita della fiducia in se stessi e nelle proprie capacità fino alla rinuncia alle proprie ambizioni e a una valutazione negativa dei propri comportamenti e azioni.

Secondo alcuni studiosi ci sono persone più vulnerabili rispetto ad altre. Queste possono presentare alcune caratteristiche di personalità che le rendono più fragili. Ossia: bassa autostima; senso di inadeguatezza; disforia; preoccupazione ossessiva; passività; ansietà sociale; isolamento dagli altri.

Altre caratteristiche che verosimilmente possono aumentare le probabilità di burnout possono essere un’eccessiva dedizione al lavoro; il perfezionismo; l’idealismo; una vita privata poco soddisfacente; l’autoritarismo; un forte bisogno di aiutare; un’eccessiva ambizione; impulsività; eccessiva introversione o estroversione.

Fonte: Bergamo Salute

Cibo e buonumore

Cibo e buonumore: c’è correlazione?

Gli alimenti influenzano il nostro umore? Ebbene si… A seconda di ciò che mettiamo nel piatto ad essere influenzato non sarà solo il nostro aspetto fisico, ma anche la nostra psiche.

Un regime alimentare carente di sostanze essenziali, infatti, non fornisce all’organismo le materie prime per generare i messaggeri chimici conosciuti col nome di neurotrasmettitori; e favorisce l’insorgere dello stress (ansia, preoccupazioni, malesseri) e dei problemi psicologici, anche di grave entità. Sono i neurotrasmettitori che determinano il nostro umore, le nostre emozioni; essi sono i protagonisti della nostra felicità e del buonumore.

Dunque se l’umore cala e l’irritabilità aumenta, la prima regola anche in questa stagione è portare a tavola i cibi giusti. Alimenti che ci danno quella marcia in più per sentirci meglio e che ci aiutano a ritrovare la gioia di vivere.

Cibo e buonumoreImparando a scegliere gli alimenti giusti si può preservare il proprio benessere fisico, influenzare positivamente i propri stati d’animo ed esercitare un maggior controllo sulla percezioni che abbiamo degli eventi.

Cosa portare allora in tavola? Certamente verdure, frutta, cereali integrali, olio extravergine d’oliva, patate, pesce azzurro, legumi, tuorlo d’uovo, lievito, noci e mandorle. Si tratta infatti di alimenti che ci permettono di raggiungere un buon equilibrio biochimico: in essi troviamo tutte le sostanze nutritive che occorrono alle nostre cellule.

Altro prezioso aiuto contro il cattivo umore è il movimento. “Coltivare una regolare attività fisica, compatibilmente con le proprie condizioni fisiche e le basse temperature della stagione invernale, può essere utile come valvola di sfogo e per migliorare l’umore. A patto si scelgano discipline che piacciono e che vengano vissute come una scelta, non come un’imposizione”.

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In forma con il Kettlebell

Più forti, flessibili e in forma con il Kettlebell.

Si chiama kettlebell (o Giri, in italiano “campanaccio per le vacche) ed è una palla di ghisa con una maniglia. Un attrezzo molto antico, conosciuto in versione rudimentale già in Grecia antica;  lo utilizzavano per migliorare forza e resistenza muscolare.

Oggi il kettlebell è usato da preparatori fisici per allenare i propri atleti; nell’allenamento delle forze armate e di squadre speciali di diversi Paesi; dagli appassionati per mantenersi in forma e migliorare la propria condizione fisica.

In forma con il Kettlebell

In forma con il kettlebell.

Ma in che modo può essere usato questo attrezzo? Quali risultati si possono ottenere?

Come ogni attrezzo della famiglia dei pesi liberi (insieme a manubri e bilanciari), anche il kettlebell si caratterizza per l’enorme duttilità e possibilità di intervento su un ampio numero di gruppi muscolari. Se, in generale, quando ci alleniamo con sovraccarichi, l’obiettivo è sollevare linearmente un peso in modo da stimolare i muscoli a fare più fatica di quello che farremmo a corpo libero, l’attività più stimolante ed emozionante del Giri è “lanciarlo” (possibilmente senza mollare l’impugnatura) con dei movimenti rotazionali chiamati swing.

E’ proprio la forma stessa dell’attrezzo, con il peso distale a permettere questa gestualità che ha enormi benefici su forza, esplosività e controllo neuro-muscolare dei gruppi muscolari coinvolti.

I muscoli principalmente coinvolti sono gambe e bacino (glutei in particolar modo) ma tutto il corpo (soprattutto addominali e muscoli del dorso) lavora intensamente al fine di coordinare e bilanciare il corpo in questo difficile esercizio.

Allora risulta uno strumento di allenamento ottimo per chi desidera essere più forte, resistente, tonico e perdere chili di troppo.

In forma con il Kettlebell

Frutta e miti da sfatare

Quanti miti da sfatare sulla frutta.

Fa ingrassare, gonnfia, non funziona nelle diete. Tutto falso! In realtà ha un effetto detox che ti aiuta se vuoi perdere peso.

Uno studio dell’Università di Navarra, pubblicato su Nutrition, smonta definitivamente le affermazioni che, non si sa come, abbiamo finito per credere vere.

E cioè che la frutta mangiata dopo pranzo fa ingrassare e che se vuoi perdere qualche chilo devi ridurne il consumo, visto che è ricca di zuccheri.

Nello studio si legge che “una dieta ipocalorica addizionata con gli antiossidanti della frutrta è una delle armi più efficaci per ridurre lo stress ossidativo e, con esso, sovrappeso, infiammazione, diabete”. In altre parole, dimostra che mangiare mele, banane, ecc, non ostacola ma agevola il dimagrimento.

Frutta e miti da sfatare

Frutta e miti da sfatare.

1. Non impedisce di dimagrire
La frutta contiene vitamine, sali minerali, antiossidanti importanti per l’organismo in qualunque siuazione, che diventano fondamentali quando vogliamo dimagrire. Spazzano via più facilmente tossine e radicali liberi che un organismo produce in quantità maggiore mentre brucia le riserve di grasso. E, soprattutto, contrastano particolari effetti ormonali e metabolici che si verificano quando siamo a dieta.

2. Non provoca gonfiore
E’ un altro mito da sfatare. Nasce dall’errata convinzione che, qualora fermenti, potrebbe rallentare il processo digestivo. Questo potrebbe verificarsi dopo un pasto proteico (visto il diverso ph di carne e frutta) ma non vale, per esempio, se abbiamo mangiato carboidrati. E comunque è un problema che deve porsi solo chi soffre di meteorismo o difficoltà digestive.
In ogni caso, non ha alcun impatto sulle calorie che assumiamo. Mangiamola quando vogliamo, 2-3 volte al giorno; a colazione, come spuntino, dopo pranzo. A fine pasto non solo fa sentire più sazi, ma aiuta ad assimilare i nutrienti. La vitamina C, per esempio, fa assorbire meglio il ferro contenuto in un piatto di verdura o nei legumi.

3. Non è troppo calorica
Che una mela, un kiwi o una banana abbiano qualche caloria in più di una zucchina poco importa. E’ ormai superata l’idea della dieta ipocalorica, che ci fa perdere peso subito, ma poi ce lo restituisce con gli interessi, quando torniamo a mangiare normalmente, perchè abbiamo rallentato il nostro metabolismo.
Smettiamola di contare spicchi e fettine, calorie e quantità. Quello che conta davvero è l’orario in cui la consumiamo. A chiunque voglia perdere peso, consigliamo di mangiarne liberamente durante la prima parte della giornata, fino alle 16.
In questo modo, i tanto demonizzati zuccheri verranno bruciati dal corpo nel normale svolgimento delle sue funzioni vitali, senza il pericolo che si trasformino in riserve energetiche.

Fonte: donnamoderna.com

La scherma

La scherma per un corpo e una mente più “elastici”.

E’ uno degli sport in cui, tradizionalmente, gli italiani si distinguono per abilità e risultati.

Per definizione, è l’arte di offendere e di difendersi mediante l’uso di armi bianche. Oggi la scherma prevede tre discipline che prendono appunto il nome dalle armi che si possono usare: il fioretto, la spada e la sciabola.

Ogni duellante, definito “schermidore”, vince il combattimento (in gergo “l’assalto”) quando riesce a mettere un determinato numero di punti (le “stoccate”) colpendo l’avversario con l’arma; secondo modalità specifiche per ciascuna delle tre discipline.

La vittoria non deriva dall’esercizio della pura forza. Ma si basa su un accurato studio dell’avversario volto a coglierne le intenzioni per poterlo anticipare e indurre all’errore.

Uno dei principi base è che non esiste un’azione che non possa essere superata e neutralizzata dalla sua “contraria”.

Gli ingredienti principali sono, dunque, intelligenza; creatività; autocontrollo e gestione delle emozioni. Il tutto in un contesto di socialità, disciplina e dialogo con i compagni, il maestro e gli istruttori.

L’insegnamento del fioretto inizia intorno ai 5-6 anni. Per sfruttare al meglio la fase di sviluppo delle capacità coordinative e di mobilità articolare che dura fino ai 12-13 anni circa.

La maggiore reattività ed efficienza tipica della gioventù rappresentano, infatti, un valore aggiunto per l’atleta che vuole praticare con successo la disciplina del fioretto e della sciabola.

La spada, invece, è sempre stata l’arma più matura; in cui la componente tattico-strategica prevale rispetto a quella atletica. Aspetto che la rende accessibile a fasce di età non più giovani.

La schermaQuali sono i muscoli maggiormente coinvolti?

I muscoli degli arti inferiori sono i protagonisti di quest’attività. Lo schermidore ha la necessità di mantenersi in continuo movimento, variando opportunamente la distanza dall’avversario a scopo difensivo o offensivo.

Di non secondaria importanza, sono i muscoli di addome e dorso. Responsabili del mantenimento di una postura corretta e del giusto bilanciamento ed equilibrio del corpo. Fondamentali nell’esecuzioni delle azioni difensive e offensive.

Benefici

Valida risorsa per la crescita individuale dal punto di vista fisico; ma soprattutto psichico ed emotivo.

Dal punto di vista fisico, aiuta a sviluppare la mobilità articolare e la flessibilità muscolare; le capacità coordinative necessarie alla progettazione, al controllo e regolazione dei movimenti§; il mantenimento dell’equilibrio in condizioni statiche e dinamiche.

Dal punto di vista mentale, la scherma sviluppa i processi legati all’attenzione e alla concentrazione; all’autocontrollo e alla disciplina in situazioni di tensioni e di incertezza.

Ottobre è il mese migliore per iniziare una dieta

Ottobre è il mese migliore per iniziare una dieta: lo rivela uno studio statunitense.

 Ottobre è il mese migliore per iniziare una dieta

Se si inizia una dieta nel mese di ottobre, è più facile e veloce ottenere i risultati sperati.

A rivelarlo è uno studio del Food and Brand Lab della Cornell University, pubblicato sul New England Journal of Medicine.

In questo periodo dell’anno, infatti, il peso corporeo è ai minimi e conviene pianificarla, perché poi in agguato ci sono le festività natalizie che fanno mettere su chili che si rischia poi di non riuscire a perdere per almeno altri cinque mesi.

Gli studiosi hanno preso in considerazione tre Paesi. Ed un totale di circa 3000 persone: 1.781 americani, 760 tedeschi e 383 giapponesi.

Scoprendo che le variazioni di peso nel corso dell’anno era differenti da una realtà all’altra ma con dei punti fermi. Ossia, i chili in più si accumulavano durante le vacanze, in particolare quelle natalizie e di inizio anno.

Al di là delle differenze, ad esempioo per i tedeschi si ha un aumento di peso a Pasqua; per i giapponesi durante la ‘Golden week’, dal 29 aprile al 5 maggio; per gli americani durante il periodo della festa del Ringraziamento: Proprio il periodo delle vacanze natalizie è quello per tutti che porta un accumulo medio di grasso in eccesso.

Gli americani pesano in media 0,6 kg in più dopo l’Epifania, i tedeschi 0,8 kg e i giapponesi 0,5 kg.

Secondo gli esperti, cominciare una dieta dopo giorni e giorni di abbuffate per via delle feste non è la strategia più efficace. Al contrario, i risultati migliori si vedono quando il nostro corpo viene da mesi in cui i pasti sono stati regolari e in cui il peso non ha subito troppe oscillazioni.

Brian Wansink, autore principale dell’indagine, suggerisce dunque di “evitare i buoni propositi del nuovo anno. Sostituendoli con i buoni propositi di ottobre. Quando è più facile sia smaltire il peso che evitare di accumularne in eccesso”.

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Ottobre – mese del benessere psicologico

Ottobre – mese del benessere psicologico e della prevenzione del disagio psichico.

Anche quest’anno Ottobre – mese del benessere psicologico, dedicato alla prevenzione del disagio psichico con consulenze e seminari gratuiti in tutta Italia.

Si tratta di una campagna di sensibilizzazione e promozione della cultura del benessere della persona che punta a migliorare la qualità della vita. Per cui, fino al 31 ottobre psicologi e liberi professionisti, offrono consulenze individuali, di coppia o familiari; oltre che convegni, workshop, seminari, laboratori esperienziali gratuiti dedicati alla cittadinanza.

L’iniziativa nasce quindi sia con l’obiettivo di promuovere il Benessere Psicologico come valore fondante e ideale della qualità di vita di ciascuna persona; sia con l’obiettivo di far conoscere al territorio lo psicologo non soltanto come colui che “cura” il disagio o la malattia, ma anche come colui che “previene” l’emergere del disagio e della malattia, “promuove” il benessere, “favorisce” uno scambio relazionale sano durante tutta la fase del ciclo di vita, “sostiene” le persone durante le fasi vitali di maggiore criticità. Si tratta dunque di informare i cittadini sul ruolo dello psicologo e sulle sue funzioni, nonchè sull’esistenza di centri e studi sul territorio che erogano servizi clinici e di consulenza.

Ottobre - mese del benessere psicologico

Che cos’è?

Lo spiegano chiaramente gli psicologi Sipap. Il benessere psicologico “è la condizione psicologica e fisica ottimale che permette di:

  • stare bene con se stessi e con gli altri;
  • realizzarsi e raggiungere i propri obiettivi;
  • prendere decisioni;
  • risolvere difficoltà nelle relazioni;
  • sapere affrontare gli eventi stressanti.

Il benessere psicologico migliora la qualità di vita e aiuta a prevenire possibili disagi nel rapporto con se stessi e con gli altri. La ricerca del proprio benessere promuove la crescita personale e migliora la convivenza civile tra le persone.

Fonte: www.sipap.it